A partire da martedì 24 novembre la Città Metropolitana, il Comune di Firenze e MUS.E promuovono un fitto calendario di appuntamenti digitali che coinvolge i musei fiorentini (Museo di Palazzo Vecchio, Museo Stefano Bardini, Museo di Santa Maria Novella, Cappella Brancacci, Museo di Palazzo Medici Riccardi, Museo Novecento, MAD – Murate Art District, centro storico Patrimonio Mondiale), permettendo a chi lo volesse di continuare a frequentarli anche durante la dolorosa fase di chiusura imposta dall’emergenza sanitaria in corso. Un vero e proprio ristoro dei musei, che in questo modo si affiancano alle misure del governo, per restituire energie a quanti lo vorranno.

Arte a domicilio, Mezz’ora d’arte, Mezz’ora con Raffaello, Talking about museums sono lequattro proposte grazie a cui far accedere ogni settimana nelle proprie case l’arte e la cultura, ristoro vitale specialmente nel momento storico attuale. Un insieme di iniziative che, realizzate in collaborazione con Opera per Santa Maria Novella e grazie al prezioso sostegno di GIOTTO - love brand di F.I.L.A. Fabbrica Italiana Lapis ed Affini, Mukki, Unicoop Firenze, Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella,e Tenderly – brand di Lucart Spa, consentirà ai musei cittadini di rinnovare il proprio impegno a fianco della società non smettendo di offrire occasioni per riflettere, interrogarci e conoscere oltre che per farci compagnia e leggere in modo nuovo il quotidiano.

Continua la programmazione digitale della mostra:
una vera e propria piattaforma online di approfondimenti e contenuti inediti dedicati al mondo del costume e della moda.
Sui profili ufficiali Facebook e Instagram podcast, video interviste e talk in diretta.
Sul canale Youtube e sul sito web una visita virtuale al percorso espositivo

 

Prosegue il palinsesto digitale di ROMAISON,  progetto di riscoperta e valorizzazione del patrimonio storico e contemporaneo rappresentato dagli atelier di Costume romani, fortemente voluto e supportato dalla Sindaca Virginia Raggi. La sospensione dell’apertura al pubblico non ferma le attività della mostra, che si è configurata come una piattaforma web di approfondimenti e incontri, con una
programmazione di podcast e video che resta sempre disponibile sui profili ufficiali della mostra.


In un tour guidato di ROMAISON, disponibile sul canale YouTube della mostra e sul sito web www.romaison.it, è la curatrice Clara Tosi Pamphili ad accompagnare il pubblico lungo il percorso espositivo, soffermandosi sulle storie delle sartorie e sui personaggi che le hanno attraversate e hanno contribuito a creare l’immaginario affascinante e composito che lega costume, moda e società:
dagli abiti e gli accessori realizzati per il cinema, ai pezzi autentici come quelli di Worth, Poiret, Gallenga, Dior o Balenciaga, conservati negli archivi degli atelier, alle icone che hanno rivoluzionato l’immagine femminile e la sua rappresentazione negli Sessanta e Settanta.

Sappiamo perché facciamo tutte queste attività natalizie?

 

Innanzitutto al tempo degli Etruschi, dei Greci e dei Romani, chi faceva auguri lo faceva per lavoro. Era un sacerdote e veniva chiamato àugure, con una grande conoscenza degli elementi naturali e del simbolismo e aveva il compito di leggere e interpretare il volo degli uccelli. Perché proprio questi animali? Perché erano gli esseri viventi più vicini agli dèi e considerati spesso loro messaggeri. Un esito non sempre positivo: ogni volta che un àugure era in azione c'era da tremare, perché potevano esserci buone o pessime notizie.


L'albero di Natale si spoglia per donare i suoi frutti appetitosi che nutrono l'uomo in una notte povera, fredda, quasi priva di vita. Dona un frutto, bello, perfetto, quasi proibito a cui tendere la mano: ricorda forse qualcosa? Ma certo, è l'albero della Conoscenza del Bene e del Male del paradiso terrestre e pare sia stata proprio quest'immagine a ispirarne la nascita. Ci troviamo in Germania all'epoca medievale, periodo in cui fece un gran successo il «Dramma del Paradiso», una rappresentazione teatrale che veniva messa in scena ogni 24 dicembre. E non a caso la Vigilia è dedicata ai Santi Adamo ed Eva.
Fu Martin Lutero ad aver inventato le luci sull'albero di Natale. Accadde che una notte della vigilia, per rientrare a Wittemberg, Lutero dovette percorrere un bosco innevato. Fu però incuriosito dalle strane luci che sembravano muoversi tra i rami alti degli alberi e non si spiegava da dove provenissero. Stropicciando gli occhi vide che erano semplici stelle. Tornando a casa desiderò ardentemente riprodurre la magia del luogo applicando le stesse luci sui rami del suo abete di Natale.

28/05 - 31/12/2020
Musei di Villa Torlonia,
Casino Nobile


Cinque episodi, in cui la lettura di alcuni stralci di un testo del 1842 ​ di Giuseppe Checchetelli ci restituiscono la storia del Casino Nobile, uno degli edifici più significativi presenti nella Villa.

Vivace e popolare giornalista, appassionato di cultura e poi di politica al tempo delle riforme di Pio IX e della Repubblica Romana, dirigente del partito unitario clandestino di Roma, Cecchetelli descrive con gusto e dovizia di particolari, il risultato degli ingenti lavori di rifacimento e abbellimento della Villa voluti dal Principe Alessandro Torlonia e affidati all’architetto Giovan Battista Caretti e alla sua cerchia di artisti collaboratori, fornendoci la migliore guida per uno sguardo colto e inedito sui lavori “magnifici” voluti da Alessandro Torlonia, a sua maggior gloria.

La lettura è introdotta da un breve commento del Funzionario Responsabile di Villa Torlonia, la dott.ssa Annapaola Agati.

 

Primo episodiohttps://www.youtube.com/watch?v=vJ7_Yvew1aU&feature=youtu.be

 

Secondo episodio : https://www.youtube.com/watch?v=P0MOgGqvS2k&feature=youtu.be

 

Terzo episodio : https://www.youtube.com/watch?v=8fXY9Y-4bQk

 

 

Continua il successo di Giuseppe Palermo dopo il vernissage della mostra d’arte contemporanea " Fermo immagine" a Maiori, in Costa d’Amalfi la scorsa estate. Torna infatti alla carica con la sua storica collezione delle "riggiole", le splendide mattonelle in ceramica maiolicate e decorate a mano dell'antica tradizione vietrese trasformate in coloratissimi oli su tela delle piu svariate dimensioni. Palermo, artista poliedrico, accosta a queste opere una nuova collezione, molto vicina al periodo che stiamo vivendo; propone, come si evince dal titolo dell'ultimo vernissage, dei veri e propri "Fermo immagine", dei fotogrammi di momenti della vita comune, flash delle nostre abitudini su cui non ci siamo mai soffermati perchè banali, ma che ora ci mancano, come ad esempio un abbraccio, un giro sull'altalena o una cena tra amici.

 

Roma entra nel racconto contemporaneo della Moda con il progetto Romaison 2020.

Fino al 29 novembre in mostra al Museo dell’Ara Pacis, gli archivi e le produzioni delle più importanti sartorie di Costume romane, tra tradizione e sperimentazione, dove l’ispirazione stabilisce una reinvenzione continua del concetto di abito. Nella volontà di creare un evento per la città che generi altri appuntamenti, il Mattatoio ospiterà la prima della performance “Embodying Pasolini”: TILDA SWINTON interpreta il progetto diretto da Olivier Saillard, realizzato con i costumi creati per i film di Pier Paolo Pasolini.

 

Si apre il 23 ottobre ROMAISON 2020, la prima edizione del progetto fortemente voluto dalla Sindaca Virginia Raggi, con cui Roma entra nel racconto contemporaneo della Moda, mostrandosi come laboratorio progettuale straordinario dove l’alto artigianato convive con l’archivio.
Due mondi unici che esprimono la profonda cultura del Made in Italy: la conoscenza e lo studio dell’archivio, insieme all’espressione creativa del nostro comparto artigiano, attraverso arti visive, fotografia, costume e cinema. Una nuova possibilità per la città, che apre i suoi luoghi storici a progetti e iniziative dedicate alla ricerca e alla cultura di moda, fuori dalle sovrastrutture dell’industria, partendo dalle radici artigianali del proprio territorio, per tradurle nel flusso di una contemporaneità digitale e tecnologica.

16/10/2020 - 10/01/2021
Museo di Roma in Trastevere
Progetto fotografico dedicato all’area urbana intorno a Roma: le periferie.

Attorno alla Roma celebrata dall’iconografia classica, alla città della grande bellezza dal fascino monumentale e un po’ decadente, con i suoi luoghi iconici invidiati dal mondo intero, sorge un’altra città. Nascosta e estranea ai flussi turistici. Un’area abitata e vissuta da oltre la metà dei cittadini romani. Una città caotica, spesso abusiva. Con i suoi cancelli, ringhiere, muri, alberi, reperti archeologici, auto, che si sovrappongono e si confondono in un caos visivo straordinario e unico. È la periferia. Anzi, le periferie. Diverse tra loro ma accomunate tutte dalla stessa anarchia visiva e architettonica. In questo lavoro, che si è snodato per oltre due anni lungo il perimetro della città, ho cercato relazioni, passaggi, dialoghi, quasi a volere tentare di mettere in ordine il caos della realtà.

 

03/10/2020 - 10/01/2021
Musei di Villa Torlonia,
Casina delle Civette


Arazzi e aquiloni in carta giapponese.

Il progetto espositivo omaggia il Giappone attraverso l’opera di un’artista che, da più di 20 anni, lavora con ricerche che delineano un ponte tra tradizione artistiche diverse e spesso lontane.

Anna Onesti è un’artista dal percorso complesso e articolato che ha collaborato con importanti istituzioni internazionali impegnate nella salvaguardia del patrimonio culturale.
I suoi lavori sono realizzati su carta, utilizzando tecniche decorative ispirate alla tintura tradizionale dei tessuti; tecniche apprese nei suoi periodi di studio in Giappone e che si basano su metodi di tintura per riserva, ovvero metodi di tintura parziali, come: l’itajimezome, lo shiborizome, e il katazome. I colori, impiegati in questi processi tintori, sono in prevalenza di origine organica.
Queste tecniche, nate per la tintura dei tessuti, sono utilizzate in Giappone anche sulla carta.

Dal 18 settembre al 15 novembre 2020 le Mura Aureliane ospitano l’arte ceramica di diciotto artiste, ricca di significati simbolici e spirituali

Le torri delle Mura Aureliane, la sapiente arte ceramica di un gruppo di artiste e il fantastico mondo simbolico delle fiabe: sono questi gli elementi che compongono la mostra “NARRAZIONI D’ARGILLA. Gli Archetipi nelle fiabe e nei miti” ospitata al Museo delle Mura dal 18 settembre al 15 novembre 2020. L’esposizione, a ingresso gratuito e promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è ideata dall’associazione culturale Officina creativa le Lase ed è curata da Manuela Troilo. La mostra fa parte di ROMARAMA, il programma culturale di Roma Capitale. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.


“Narrazioni d’argilla” è una rassegna d’arte ceramica in cui l’argilla è lavorata in tutte le declinazioni possibili, con particolare attenzione alle sperimentazioni e contaminazioni dell’avanguardia artistica contemporanea. Unite dall’amore per un mezzo espressivo così versatile, diciotto artiste provenienti da percorsi molto diversi si sono unite in questo progetto espositivo per raccontare le loro emozioni intessute di ricordi di infanzia e rappresentare gli archetipi femminili che si incontrano nelle favole, nei miti, e nei racconti epici. Attraverso un insieme di oltre 70 opere di dimensioni differenti – alcune quasi miniature, altre alte 2 metri – propongono spunti di riflessione e insieme di giocosa fantasia espressiva, spaziando dalle citazioni di Basile a quelle di Calvino, secondo cui la fiaba è una spiegazione generale della vita; il catalogo dei destini che possono darsi a un uomo e a una donna, soprattutto per la parte di vita che è il farsi un destino: la giovinezza, che poi vede la sua conferma nella maturità e nella vecchiaia.

MAXXI, 15 Settembre, 22 Novembre 2020

 


Al MAXXI in prima assoluta oltre 200 “ritratti dell’anima” del maestro fotografo alle persone che più lo hanno colpito: da Barack Obama a Marco Pannella, da Germano Celant a Ettore Sottsass, da Bebe Vio a Luciana Littizzetto, da Monica Bellucci a Miriam Leone, da Vasco Rossi a Tiziano Ferro, da Zucchero a Fiorello e molti altri a cura di Uberto Frigerio, allestimento Lissoni Associati.


Un’inedita, avvolgente galleria con oltre 200 ritratti. Un labirinto di volti, pose, sogni di personaggi del mondo della cultura, del design, dell’arte, della moda, della musica, dello spettacolo, della politica. Un ritratto collettivo di anime, incontrate nel corso di una carriera quarantennale.
E’ la mostra GIOVANNI GASTEL. The people I like a cura di Uberto Frigerio con allestimento di Lissoni Associati, in prima assoluta nello Spazio Extra MAXXI dal 15 settembre al 22 novembre 2020. Il titolo della mostra, The people I like, è già una dichiarazione d’intenti: il maestro fotografo si svela nella sua più intima autenticità e consacra il “ritratto” opera artistica d’eccellenza. Al pari della cultura umanistica, Gastel restituisce valore all’uomo e dignità al soggetto autonomo e, attraverso gli oltre 200 ritratti in mostra, documenta una parte importante del suo lavoro d’artista in oltre quarant’anni di attività. Modelle, attrici, artisti, operatori del settore, vip, cantanti, musicisti, politici, giornalisti, designer, chef fanno parte del caleidoscopio di fotografie esposte senza un ordine preciso, o un’appartenenza a un determinato settore o categoria. Come lo stesso Gastel afferma: “The people I like racconta il mio mondo, le persone che mi hanno trasmesso qualcosa, insegnato, toccato l’anima… e per me questo non dipende dalla loro origine, estrazione sociale, gruppo di appartenenza o altro. L’anima è qualcosa di unico, indipendente e, come tale, non segue nessuno schema predefinito, come il cuore”.

 

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