Al via progetto europeo ARIAH coordinato dall'Ateneo con l'Università statunitense di Madison-Wisconsin e il Doerner Institut di Monaco di Baviera delle Collezioni di pittura statali bavaresi


Al via un progetto europeo coordinato dall’Università di Pisa che indagherà il rivoluzionario passaggio dalla pittura a tempera alla pittura a olio avvenuto durante il Rinascimento. E sarà la chimica a gettare nuova luce su questa transizione, cercando di svelare “ricette” e composizione delle pitture. In partenza a novembre, il progetto denominato “ARIAH: A Revolution In Art History” è coordinato dall’Ateneo pisano in collaborazione con il Dipartimento di Fisica dell'Università statunitense di Madison-Wisconsin e il Doerner Institut di Monaco di Baviera delle Collezioni di pittura statali bavaresi. Al centro della ricerca ci saranno maestri come Tiziano, Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio e Leonardo da Vinci. Questi artisti si collocano in un periodo in cui veniva impiegata quella che gli storici dell’arte definiscono “tempera grassa”, cioè una tempera “normale” costituita da pigmenti colorati dispersi in un legante proteico, per lo più uovo, a cui però aggiungevano anche un olio vegetale.

 

 

Al via la seconda edizione di Roma Arte in Nuvola
17 - 20 novembre 2022
Fiera Internazionale di Arte Moderna e Contemporanea

 


Dopo lo straordinario successo della prima edizione, chiusa con oltre 30.000 visitatori e con grande apprezzamento di pubblico, torna nella Capitale “Roma Arte in Nuvola”, la grande fiera internazionale di arte moderna e contemporanea ideata e diretta da Alessandro Nicosia con la direzione artistica di Adriana Polveroni, in programma dal 17 al 20 novembre 2022 presso la suggestiva cornice della Nuvola di Fuksas. La nuova edizione, nel segno di una proposta espositiva integrata di qualità sempre crescente nonché dalla forte impronta divulgativa, viene presentata oggi a Roma, presso la Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano, nell’ambito di una conferenza stampa introdotta e coordinata dal Direttore Generale Alessandro Nicosia.

All’incontro sono intervenuti: Yaroslav Melnyk, Ambasciatore dell’Ucraina in Italia, Miguel Gotor, Assessore alla Cultura di Roma, Angela Maria Cossellu, Amministratore Delegato Eur S.p.A., la Direttrice Artistica Adriana Polveroni e l’artista Jessica Backhaus, autrice dello scatto presente sul manifesto di Roma Arte in Nuvola 2022. Con oltre 140 gallerie italiane ed internazionali partecipanti - tra cui molte nuove - e grazie ad una proposta innovativa e dinamica, Roma Arte in Nuvola 2022 consolida il proprio ruolo di punto di riferimento del collezionismo italiano del Centro e del Sud Italia, andando a valorizzarne l’alto potenziale e, al contempo, colma una mancanza decennale di simili iniziative nella Capitale ponendosi come veicolo sinergico di incontro tra arte moderna e contemporanea ed intercettando le esigenze di una vivace scena artistica romana emersa negli ultimi anni. Un’offerta artistica poliedrica in grado di dar voce a tutte le discipline - dalla pittura alle installazioni, dalla scultura alle performance, dalla video arte alla digital art fino alla street art – e di intercettare la migliore proposta espositiva dell’intero panorama nazionale.

Palazzo Zabarella

 

01 ottobre 2022 – 26 febbraio 2023
Palazzo Zabarella, Padova



Così si legge nel Manifesto della Ricostruzione Futurista dell’Universo, pubblicato a Milano l’11 marzo 1915 a opera di Giacomo Balla e Fortunato Depero, “astrattisti futuristi”, come loro stessi si firmano. Il manifesto costituisce la prima teorizzazione e testimonianza della tendenza non figurativa dell’arte d’avanguardia in Italia prefigurando un’arte “polimaterica”, un’arte nuova che diventa arte-azione, cioè volontà, ottimismo, aggressione, possesso, penetrazione, gioia, splendore geometrico delle forze, proiezione in avanti.
Ed è proprio il Manifesto della Ricostruzione Futurista dell’Universo, a siglare il punto d’arrivo di una stagione artistica, quella del Futurismo, che è l’anima e l’essenza di una mostra d’eccezione che indaga in modo assolutamente inedito le origini del movimento. “Futurismo 1910-1915. La nascita dell’avanguardia”, allestita nelle sale di Palazzo Zabarella a Padova, con la curatela di Fabio Benzi, Francesco
Leone, Fernando Mazzocca, si impone infatti, come “sguardo altro”, offrendo una visione nuova ed originale e invitando alla scoperta di una realtà artistica fino a ora poco, o per niente, svelata. Sebbene negli ultimi quarant’anni si siano succedute molteplici rassegne dedicate al Futurismo, nessuna si è mai focalizzata in termini critici ed esaustivi sui presupposti culturali e figurativi, sulle radici, sulle diverse anime e sui molti temi che hanno concorso prima alla nascita e poi alla deflagrazione e alla piena configurazione di questo movimento che ha caratterizzato in modo così dirompente le ricerche dell’arte occidentale della prima metà del Novecento.


Uno studio approfondito sulla vita della grande designer e imprenditrice, capace di rivoluzionare il mondo della moda, rivela i tre ingredienti fondamentali che possono permettere anche a chi parte dai margini di inserirsi in un ambiente restio ai cambiamenti, trasformarlo e ottenere grandi risultati.


Da completa outsider, cresciuta in un orfanotrofio, a imprenditrice di straordinario successo, capace di rivoluzionare con innovazioni radicali un mondo – quello dell’alta moda – immerso in un contesto socioeconomico maturo, dominato dagli uomini e restio ai cambiamenti. Gabrielle “Coco” Chanel è stata la prima designer ad aver avuto un impatto globale e una delle donne più influenti del XX secolo. Ma come è riuscita, partendo da zero, a farsi strada in un mondo tanto conservatore e maschile, finendo per stravolgerlo?

 

In esposizione dal 2 aprile 2022 alla Centrale Montemartini un mosaico pavimentale restaurato di epoca tardo imperiale


Sarà visibile dal 2 aprile 2022 alla Centrale Montemartini un mosaico scoperto a Roma nel 1900 in via XX Settembre “nella zona tra il Ministero della Real Casa e il giardino”, nei pressi dell’attuale Giardino del Quirinale. L’evento è promosso da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.
Il restauro del mosaico è stato promosso e finanziato dalla Fondazione Paola Droghetti onlus e realizzato dal restauratore Alessandro Ferradini con la direzione tecnico-scientifica della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. I frammenti dell’opera musiva, risalente alla metà del III/inizio del IV secolo d.C., facevano parte di un ampio mosaico pavimentale, già interessato al momento della scoperta da estese lacune causate dall’inserimento di strutture moderne che hanno distrutto parte della pavimentazione. La superficie è interamente decorata da girali vegetali che fuoriescono da kantharoi, contenitori con alti manici, collocati negli angoli e al centro dei lati lunghi del pavimento.

 
04/02 - 29/05/2022
Museo Civico di Zoologia

 

Dopo la mostra dello scorso anno (febbraio-settembre 2021), riapre nuovamente al Museo Civico di Zoologia, la mostra La Via delle Api, il percorso espositivo dedicato al mondo delle api e dei loro prodotti, dal miele alla pappa reale.

La mostra, attraverso preparati provenienti dalle collezioni entomologiche del museo, materiali apistici, video accattivanti e modelli, vuole guidare il visitatore alla scoperta della “via delle api”: dal particolare ciclo vitale di questi insetti alla straordinaria organizzazione sociale e al loro fondamentale ruolo nell'impollinazione delle piante.

Il percorso prosegue con la presentazione dei loro principali prodotti, il miele, il polline, la propoli, e delle proprietà di queste sostanze che vengono utilizzate sia in campo alimentare, sia medico che agricolo.

Inoltre sono illustrate le ricerche che, utilizzando le api come bioindicatori, forniscono informazioni importantissime sullo stato di salute dell’ambiente.

Scoperto il fenomeno responsabile dello scurimento della doratura ne La Maestà di Santa Maria dei Servi a Bologna, grazie alle indagini di un team di ricerca guidato da Cnr-Scitec e Università di Bologna. Lo studio, pubblicato sulla rivista Journal of Analytical Atomic Spectrometry, ha esaminato campioni del “pigmento dorato”, adoperato dal pittore fiorentino come sostitutivo della più costosa foglia di metallo. Il risultato è utile per mettere a punto strategie di conservazione preventiva.

 Non è tutto oro quel che luccica. Il detto sembra attagliarsi bene ai dipinti di arte sacra nei quali al posto della costosa foglia d’oro, venne utilizzata una miscela composta da polvere d’argento metallico ed orpimento cioè un pigmento giallo “simigliante all’oro”, così come definito da Cennino Cennini, (Il Libro dell’Arte, Capitolo XLVII), destinato con il tempo a scurire e perdere lucentezza. La celebre Maestà di Santa Maria dei Servi, opera di Cimabue custodita nella omonima chiesa di Bologna, (1280-128 5ca., tempera e oro su tavola) è tra le opere interessate da questo processo di imbrunimento. Per capire le cause del fenomeno un team di ricerca guidato dall’Istituto di scienze e tecnologie chimiche "Giulio Natta" (Scitec) del Consiglio nazionale delle ricerche e dall’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, in collaborazione con l’Università degli Studi di Perugia e l’Università di Anversa (Belgio), ha esaminato il capolavoro cimabuesco. I risultati dell’indagine sono stati pubblicati sulla rivista «Journal of Analytical Atomic Spectrometry»

https://pubs.rsc.org/en/content/articlehtml/2021/ja/d1ja00271f

Nuovi nanomateriali da fonti sostenibili in grado di fermare l’invecchiamento della carta. Nel caso il trattamento non sia più utile? Il rivestimento può essere facilmente rimosso con del gel. Una ricerca dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” in collaborazione con Università di Pisa, Sapienza Università di Roma e il Centro di ricerche Enea di Brindisi.


Un gruppo di ricercatori dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche, ha lavorato alla scoperta di materiali innovativi e sostenibili, i nanocristalli di cellulosa (CNC), capaci di consolidare il materiale cartaceo, rallentandone la degradazione. Lo studio, pubblicato sulla rivista internazionale “ACS Applied Interfaces & Materials” con il titolo “Toward a Reversible Consolidation of Paper Materials Using Cellulose Nanocrystals”, fa luce sull’applicazione dei CNC nel campo del restauro e del consolidamento di materiali librari.

 

Il metodo è stato ideato e sviluppato nell’ambito di due Progetti Interreg Central Europe coordinat dall’Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Cnr di Bologna - ProteCHt2save e STRENCH.
Per migliorare la resilienza ad eventi calamitosi, un piano di prevenzione risulta essere l'azione decisiva nella gestione dei siti del patrimonio e il tool realizzato supporta concretamente gli operatori del settore pubblico e privato. I risultati sono pubblicati su International Journal of Disaster Risk Reduction.


Alluvioni, piogge intense, inondazioni, sempre più spesso minacciano l’integrità e la sopravvivenza dei beni culturali in Europa. Grazie alla collaborazione tra l’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isac) di Bologna, l’Institute of Theoretical and Applied Mechanics (ITAM) e il Donau-Universität Krems (DUK), nella piattaforma WebGIS (https://www.protecht2save-wgt.eu/) sono state sviluppate mappe di rischio a livello territoriale, con risoluzione spaziale di ∼12km, basate sugli output dei modelli climatici e sulla valutazione della vulnerabilità a scala dell'edificio, calcolata sulle criticità fisiche e gestionali del patrimonio costruito.
Le città di Praga - Troja in Repubblica Ceca e Krems - Stein in Austria sono i due siti pilota, scelti per realizzare una prima mappatura sperimentale, grazie all’implementazione di tutti i dati disponibili relativi a questi centri dell’Europa Centrale, altamente suscettibili alle inondazioni e che in passato hanno più volte dovuto affrontare il tema del rafforzamento della resilienza del loro patrimonio
culturale e naturale.
Da alcuni anni i ricercatori del Cnr-Isac, sono impegnati nel realizzare questa inclusione sia in ambito nazionale, con la partecipazione alla SNACC (Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici), sia a livello europeo con la partecipazione a due progetti Interreg Central Europe: ProteCHt2save (Risk assessment and sustainable protection of Cultural Heritage in Changing Environment https://www.interreg-central.eu/Content.Node/ProteCHt2save.html) e STRENCH (Strengthening resilience of cultural heritage at risk in a changing environment through proactive transnational cooperation https://www.interreg-central.eu/Content.Node/STRENCH.html).


“L'analisi mostra in quei territori un aumento dell'indice climatico (R5xday) utilizzato per le precipitazioni intense in un lontano futuro (2071–2100) nello scenario pessimistico (RCP8.5), con un'elevata probabilità di rischio di alluvioni” spiega Alessandra Bonazza del Cnr-Isac, coordinatrice dei progetti e primo autore dell’articolo. “Gli edifici selezionati nelle aree pilota”, prosegue la ricercatrice, “presentano un alto grado di vulnerabilità, dovuto alla significativa suscettibilità delle strutture all'impatto idrico e soprattutto alla mancanza di un piano di manutenzione”. Lo strumento realizzato è stato ideato per supportare i gestori pubblici e privati nel migliorare le capacità di mitigazione agli impatti dei cambiamenti climatici e dei rischi naturali sui siti, inclusi complessi monumentali, edifici storici e siti archeologici, piccoli borghi montani e giardini storici, nelle aree urbane e costiere. L’analisi mostra che per gli eventi calamitosi la prevenzione risulta essere l'azione cruciale nella
gestione dei siti.



Un prezioso tesoro esposto nella Sala Paladino
16/07 - 30/09/2021
Museo dell'Ara Pacis, Sala Paladino

 

Un raro cippo pomeriale di travertino, ritrovato ancora infisso nel terreno, testimonianza della storia e soprattutto dello sviluppo dell’Urbe e del suo ampliamento esposto dal 16 luglio 2021 nella Sala Paladino del Museo dell’Ara Pacis.

È questo il tesoro archeologico riportato alla luce nel corso degli scavi per la realizzazione del progetto di riqualificazione di piazza Augusto Imperatore (vincitore del Concorso internazionale del 2006 e presentato dal gruppo coordinato dall’architetto Francesco Cellini). Il cippo, grazie all'iscrizione, può essere ricondotto con assoluta certezza all’imperatore Claudio e, dunque, all’ampliamento del pomerio da questi effettuato nel 49 d.C., stabilendo il nuovo “limite” - sacro, civile e militare - della città.

 

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