Il tema analizzato nella Galleria dell’ultimo numero della rivista Arabeschi curato da Alessandro Cecchi e Serena Grazzini, docenti dell’Università di Pisa: la riscrittura del mito tra romanzi e racconti, arte iconografica, teatro, cinema sino alla tv


Il mito di Barbablù nella cultura europea e le sue molteplici riscritture letterarie e artistiche tra Sette e Novecento sono il tema della Galleria dell’ultimo numero della rivista “Arabeschi” intitolata Barbablù. Il mito al crocevia delle arti e delle letterature. La pubblicazione, curata da Alessandro Cecchi e Serena Grazzini, docenti dell’Università di Pisa, presenta i primi risultati di una ricerca sviluppata in seno al Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica dell’Ateneo pisano in collaborazione con studiose e studiosi di università nazionali e internazionali che nell’ottobre del 2019 si sono riuniti a Pisa per un convegno sul tema.
A partire dal racconto La Barbe bleue di Charles Perrault, del 1697, l’elaborazione del mito è ricostruita in 20 brevi contributi corredati da immagini capaci di restituirne visivamente la fortuna europea. La galleria spazia a livello geografico, dal Portogallo alla Russia con uno sguardo anche all’America non solo anglofona, e tra i generi, tra cui romanzi, racconti, poesia, trasposizioni artistiche, sceniche, musicali e cinematografiche sino alla televisione.

 


Capolavori della collezione di Roberto Longhi
16/06 - 13/09/2020
Musei Capitolini,
Sale espositive di Palazzo Caffarelli


In mostra il famoso Ragazzo morso da un ramarro del Caravaggio e oltre quaranta dipinti degli artisti che nel secolo XVII hanno subito in varia misura l’influsso dalla sua rivoluzione figurativa.

La mostra, curata da Maria Cristina Bandera direttore scientifico della Fondazione Longhi, è dedicata alla raccolta dei dipinti caravaggeschi del grande storico dell’arte e collezionista Roberto Longhi (Alba 1890 – Firenze 1970), di cui ricorre nel 2020 il cinquantenario della scomparsa. Nella sua dimora fiorentina, villa Il Tasso, oggi sede della Fondazione che gli è intitolata, raccolse un numero notevole di opere dei maestri di tutte le epoche che furono per lui occasione di ricerca. Tra queste, il nucleo più rilevante e significativo è senza dubbio quello che comprende le opere del Caravaggio e dei suoi seguaci. Lo storico dell’arte si dedicò allo studio del Caravaggio, all’epoca uno dei pittori “meno conosciuti dell’arte italiana”, già a partire dalla tesi di laurea, discussa con Pietro Toesca, all’Università di Torino nel 1911. Una scelta pionieristica, che tuttavia dimostra come il giovane Longhi seppe da subito riconoscere la portata rivoluzionaria della pittura del Merisi, così da intenderlo come il primo pittore dell’età moderna.

 

Con questa iniziativa Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, in collaborazione con il Comune di Genova, intende far diventare il distanziamento sociale l’occasione per un’esperienza estetica immersiva ed emozionante. Questa mostra è una sfida alla riscoperta della contemplazione, del contatto e della forza espressiva di un’opera.

In un tempo che ci costringe a costruire barriere per proteggerci, Palazzo Ducale invita ad un incontro diretto con un capolavoro, a metterci in ascolto di quanto l’arte, con grande capacità narrativa, riesce a dire di sé, ma anche di noi, per fare del distanziamento sociale messo in atto per proteggerci, un’autentica occasione di avvicinamento all’arte e all’esperienza estetica. Più di ogni altro è Claude Monet, che con la sua pittura fluida ed avvolgente, col suo narrare personale eppure universale, può permetterci di vincere questa sfida.


#DOMANIINARTE è un contest artistico, attivo fino al 30 giugno 2020 sui canali social della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale (Facebook, Twitter, Instagram), che chiede agli artisti di contribuire attraverso l’invio della fotografia di una propria opera alla rappresentazione della grave situazione globale di emergenza sanitaria, che sia al tempo stesso un punto di vista personale, ma anche un messaggio di speranza per il domani rivolto a tutti.


Il progetto, che dal 1° maggio a oggi ha già raccolto oltre 300 partecipazioni, si svolge nell’ambito delle iniziative di #laculturaincasa, promosse da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. Obiettivo dell’iniziativa è creare un atelier artistico composto da molteplici voci e linguaggi dell’arte, partendo dalle tecniche tradizionali fino a quelle più sperimentali, che includano anche scrittura (poesia visiva, poesia urbana, poetry-concept), video (max min 2,30) e sound design. Il contest partecipativo è gratuito e aperto a tutti gli artisti maggiorenni, alle loro scelte poetiche ed estetiche. Tutte le opere inviate saranno postate sui canali social della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale (Facebook, Twitter, Instagram) e riprodotte su un monitor nella sala video/biblioteca del museo stesso nel periodo luglio-settembre 2020. Le fotografie delle opere saranno in seguito conservate negli archivi digitali della Galleria d’Arte Moderna dove, su richiesta, potranno essere visionate.

 

 

Dal 2 giugno riaprono al pubblico tutti gli spazi del Sistema Musei in Comune di Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Dopo la ripresa delle attività dei Musei Capitolini e del Museo di Roma a Palazzo Braschi, lo scorso 19 maggio, riaprono anche Museo dell’Ara Pacis, Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali, Centrale Montemartini, Museo di Roma in Trastevere, Galleria d’Arte Moderna, Musei di Villa Torlonia, Museo Civico di Zoologia, Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo Napoleonico, Museo Pietro Canonica, Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, Museo di Casal de’ Pazzi, Museo delle Mura. Dalla stessa data, saranno nuovamente visitabili le aree archeologiche dei Fori Imperiali (ingresso dalla Colonna Traiana e uscita dal Foro di Cesare su Via dei Fori Imperiali), dalle 08.30 alle 19.15 (ultimo ingresso 18.15), e del Circo Massimo (a esclusione di Circo Maximo Experience), dalle 9.30 alle 19.00 (ultimo ingresso 18.00). Servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura.

PROMOZIONE CON INGRESSO A SOLI 6 EURO INVECE DI 12 PER SCOPRIRE LEONARDO DA VINCI CON TUTTA LA FAMIGLIA

Sabato 30 maggio la mostra LEONARDO3 - IL MONDO DI LEONARDO in Piazza della Scala, ingresso Galleria Vittorio Emanuele II, a Milano, sarà aperta dalle 11:00 alle 19:00 con ingresso scontato del 50%: 6 euro (invece di 12).

Il biglietto si potrà acquistare al momento dell'ingresso.

L'ingresso è sempre gratuito con la Card Musei Lombardia.

I protocolli messi in atto consentono una visita in tutta sicurezza.

La mostra/museo dedicata a Leonardo da Vinci sarà poi aperta sia domenica 31 maggio, sia martedì 2 giugno, sempre con orario dalle 11:00 alle 19:00.

IL MONDO DI LEONARDO dal 2013 è stato sempre aperto 364 giorni all'anno, con orario dalle 9:30 alle 22:30. Ma in questo periodo di ripresa, dopo la chiusura del periodo di emegenza COVID-19, è ripartito aprendo solo il sabato, la domenica e i festivi in attesa che la situazione di circolazione del pubblico si normalizzi.

 

SCOPERTO UN RITRATTO DI PREGEVOLE FATTURA NASCOSTO SUL RETRO DI UN QUADRO DI ELICA BALLA DURANTE LA PREPARAZIONE DELLA MOSTRA “ELICA BALLA, L’ARTE IN TEMPO DI GUERRA”

 

Eccezionale scoperta di un ritratto nascosto sul retro di un quadro di Elica Balla. Potrebbe trattarsi di un dipinto di Giacomo Balla.

 

Conferenza Stampa giovedì 18 aprile 2019 ore 11.00

Sala conferenze - Casa della Memoria e della Storia

 

Mentre l'équipe del prof. Stefano Ridolfi studiava alcune opere per la mostra “Elica Balla, l’arte in tempo di guerra”, sul retro di una di esse veniva alla luce un ritratto di pregevole valore. Lo studio, effettuato tramite indagini scientifiche non invasive utilizzando strumentazione di alta tecnologia innovativa, ha permesso di evidenziare anche altre opere celate dietro le tele di Elica Balla.

In particolare, dagli studi effettuati sul quadro “Campagna romana” dipinto nel 1936 da Elica all'età di 22 anni, è emerso sul retro un ritratto raffigurante un uomo mentre scrive a macchina con un curioso gioco di sovrapposizione delle dita, che ricorda vagamente “le mani del pianista” di Giacomo Balla e ancora più in profondità un altro ritratto di un personaggio più anziano.

 

Per tale motivo si è iniziato un restauro di una delle due opere che, a causa dei tempi tecnici della mostra, non è ancora terminato. L'opera, non ancora studiata dagli specialisti del settore, allo stato attuale delle conoscenze è di incerta attribuzione, considerando che la casa-studio di Balla era frequentata e visitata da una moltitudine di artisti.

Questa vicenda ha motivato i curatori della mostra ad illustrare, attraverso immagini e relative spiegazioni, il lavoro scientifico che ha permesso la scoperta dell'inaspettato quadro e la rimozione della pellicola pittorica che ne celava l'esistenza e ora ne restituisce, attraverso un attento lavoro di pulitura, la visibilità.

 

LE IPOTESI

Essendo due opere distinte si possono ipotizzare vari scenari:

Un unico artista ha dipinto i due quadri o due autori distinti? Almeno uno dei ritratti potrebbe essere del grande Maestro Giacomo Balla o di un altro importante futurista?

E ancora: chi sono i personaggi dipinti sul retro del quadro? Potrebbe trattarsi di giornalisti o di scrittori futuristi, almeno in uno dei due casi?

La mancanza di denaro in Casa Balla costringeva spesso Giacomo e le sue figlie a riciclare più volte le stesse tele, come è già stato dimostrato in passato.

Sono due registi Italiani ma il loro linguaggio è quello del grande cinema americano contemporaneo. Azione, ritmo, adrenalina: il loro film Mine ha messo d’accordo critica e pubblico, dimostrando che noi italiani possiamo ancora dire la nostra in fatto di cinema di genere.
Il prossimo 17 Dicembre, ore 21,00 al Cineteatro Due Torri di Potenza, i filmmakers milanesi Fabio Guaglione e Fabio Resinaro incontreranno il pubblico della Basilicata per raccontare la loro avventura produttiva, spiegando come si possa bussare alle porte dorate di Hollywood, con credibilità, ottenendo un risultato come quello del loro recente Mine. A Seguire prevista alle 21,30 la proiezione speciale della pellicola Mine.L’evento è ideato dal videomaker/blogger Dario Molinari (www.insertcoinblog.net) e dall’artista Silvio Giordano, ed è promosso dalla prima scuola del fumetto e dell’illustrazione della Basilicata REDHOUSE LAB con il supporto della Lucana Film Commission.  

Marfa girl di Larry Clark

Marc’Aurelio d’oro al Festival Internazionale del film di Roma 2012

A partire dal suo primo libro fotografico, Tulsa, datato 1971, nello scorcio di quarant’anni, Larry Clark si conferma coerente con se stesso. La rappresentazione della violenza, l’abbrutimento umano, le psicopatologie dei cosiddetti soggetti normali, l’attenzione verso gli adolescenti e una sessualità esplicita, sono i temi di Marfa girl, Marc’Aurelio d’oro alla settima kermesse cinematografica della capitale. Il tutto è vissuto a Marfa, cittadina sperduta del Texas, di fatto terra di confine tra Usa e Texas, un luogo abbandonato a se stesso e completamente privo d’identità. 

Primo Prospettive miglior documentario – Roma 2012

Nato da un reportage fotografico cominciato nel 2009, Pezzi, il documentario di Luca Ferrari, presentato al Festival del Film di Roma di quest’anno, nella sezione Prospettive Italia, si aggiudica il primo premio della sezione. In poco più di un’ora di documentario, si ha molto da riflettere.

Massimo, Stefano, Rosi, Bianca, Giuliana sono i padri, le madri, i figli di una città, Roma, che non li riconosce se non nell’accento sguaiato - quello dell’ignoranza - e che li relega ad una periferia – il laurentino 38 - la cui identità si sovrappone esattamente alle loro vite integrate solo tra loro, non con le altre, quelle della gente “normale”. La galera è in agguato, la droga onnipresente e spappolante. “Il passo dall’immagine fissa a quella filmata è stato naturale” - spiega il regista. Pezzi di vita ruvida, dolorosa, graffiata e graffiante, di giovani vite stroncate e senza via di scampo e di madri, che vivono solo nel ricordo di un giglio sporcato dal sangue della morte violenta. 

 

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