Ambiente

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Grazie a uno studio internazionale a cui ha partecipato l’Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Consiglio nazionale delle ricerche (Idpa-Cnr), pubblicato su The Cryosphere, è stato rilevato che il ghiaccio più profondo e antico presente sul Monte Ortles (3.905 m, sulle Alpi orientali, a 37 chilometri dal luogo del ritrovamento dell’Uomo del Similaun), ha cominciato a muoversi per la prima volta dai tempi dell’Uomo del Similaun, 7.000 anni fa. Le prime carote di ghiaccio estratte indicano come il ghiacciaio più elevato dell’Alto Adige abbia cominciato una fase di accelerazione del movimento che non avrebbe precedenti nel periodo osservato. Le prove vengono dagli strati più profondi, datati con la tecnica del carbonio 14, e da misurazioni condotte nel foro di perforazione mediante un inclinometro, strumento in grado di rilevare anche minimi movimenti glaciali. “Queste carote di ghiaccio offrono l’eccezionale opportunità di studiare le caratteristiche dell’atmosfera quando l’Uomo del Similaun viveva in questa regione, in modo da poter conoscere anche l’ambiente ed il clima in cui era immerso”, dichiara Carlo Barbante, direttore dell’Idpa-Cnr di Venezia.

“La scommessa del nuovo Piano risiede nella capacità di concepire uno strumento che assieme alla necessaria e irrinunciabile tutela di uno dei territori a maggiore valenza naturalistica e paesaggistica della regione, riesca a ristabilire un nuovo patto di comune interesse tra la comunità locale, i portatori di interesse e le ragioni della riserva stessa””

Sabato 30 gennaio, a partire dalle ore 9.30, presso l’Auditorium S. Agostino di Atri, il Comune di Atri, lo IAAP e la Riserva Naturale Regionale Oasi WWF Calanchi, presentano  a cittadini, tecnici e portatori d’interesse, il convegno dal titolo “Il Nuovo Piano d’Assetto della Riserva Naturale Regionale Oasi WWF Calanchi di Atri”.

Cavenago Brianza, 16 dicembre 2015 - A otto mesi dalla prima sperimentazione, vede la luce il prototipo di impianto industriale realizzato con la nuova tecnologia Smart upgrading che “lava” il biogas eliminando la CO2 per ottenere metano. Sviluppata dai ricercatori del Dipartimento di Scienza dei Materiali dell’Università di Milano-Bicocca e sperimentata nella ex discarica di CEM Ambiente a Cavenago Brianza con risultati positivi, oggi la tecnologia ha consentito la realizzazione del primo impianto vero e proprio, che ha lo scopo di verificare l’efficienza della tecnologia sviluppata in condizioni reali di lavoro attraverso l’utilizzo del biogas prodotto presso CEM Ambiente.

Il Centro di Educazione Ambientale (CEA) della Riserva Naturale Regionale Oasi WWF “Calanchi di Atri”, in collaborazione con il CEA della Riserva Naturale Regionale “Lecceta di Torino Di Sangro”, presenta il nuovo programma didattico per l’anno scolastico 2015-2016. “ANTHROPOS, TRA STORIA E NATURA. Un viaggio nel nostro territorio, alla scoperta delle bellezze naturalistiche  ripercorrendo la storia degli insediamenti e antiche tecniche di lavorazione”, rivolto a studenti delle scuole primarie e secondarie.

Si chiama Grafysorber™ ed è una soluzione a base di grafene messa a punto da Directa Plus. Alcuni campioni donati alla città di Como per la salvaguardia del Lago di Como.

11 Settembre 2015 – Si chiama Grafysorber™ ed è una soluzione eco-innovativa a base di grafene, brevettata da Directa Plus e approvata dal Ministero dell’Ambiente, in grado di risolvere con una efficacia di almeno cinque volte superiore alle tecniche ad oggi utilizzate i problemi ambientali derivanti da sversamenti accidentali di oli e idrocarburi nei bacini d'acqua.

 

I ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca resteranno una settimana sul ghiacciaio del Lys a 4.250 m di quota, per perforare l'intero spessore del ghiaccio, stimato circa 120 m. La perforazione fa parte del progetto NEXTDATA, finanziato dal CNR.

 

Milano, 30 settembre 2014 – È partita ieri pomeriggio la spedizione “Perforazione Colle del Lys 2014” guidata dall’Università di Milano-Bicocca sul Ghiacciaio del Lys (Monte Rosa) a 4250 metri di quota, con l’obiettivo di perforare l'intero spessore del ghiaccio, stimato circa 120 m. Si tratta della perforazione in ghiaccio più profonda mai tentata in Italia.

Si è tenuta dal 16 al 18 maggio, la quarta edizione del  Festival del Verde e del Paesaggio all’ Auditorium Parco della Musica. Il Festival presenta le varie sfaccettature del tema spaziando dall’architettura del paesaggio, al piacere del giardinaggio, alla conoscenza delle piante, al design da esterni. Oggi è una manifestazione di rilevanza a livello internazionale, con  un’area espositiva di oltre 25.000 mq tra le cupole dell’Auditorium di Renzo Piano, con 200 espositori presenti, il 35% in più dello scorso anno. Questi risultati sono la dimostrazione che questo settore meno di altri soffre la crisi. La cosa  che mi ha colpito è la moltitudine di attività proposte che spaziano dalla sperimentazione paesaggistica, alla produzione vivaistica d’eccellenza, dalla progettazione di balconi e giardini, alla creatività artistica, artigianale e musicale, dal verde verticale alla valorizzazione degli spazi urbani, dai corsi di giardinaggio ai laboratori didattici per bambini. Tra le curiosità di questa edizione possiamo trovare la  mostra “Follie d’Autore”, curata da Franco Zagari,  in cui i progettisti sono chiamati a ideare e realizzare installazioni di paesaggio in piena libertà creativa. In questi anni si è confermata come l’appuntamento più importante in Italia sulla sperimentazione del giardino, raccogliendo consensi in tutta la comunità scientifica e presso il pubblico del Festival.

E’ stato presentato oggi il secondo volume del quinto rapporto IPCC che traccia gli effetti del cambiamento climatico, in particolare in Europa e nell’area mediterranea. Abbiamo chiesto a Marco Grasso, docente di Politiche ambientali dell’Università di Milano-Bicocca, che segue gli effetti politici e sociali del cambiamento climatico, un commento sull’ultimo rapporto.

Milano, 31 marzo 2014 - «In Europa, la regione mediterranea è quella che risentirà più di tutte dei cambiamenti climatici a causa dei notevoli impatti attesi sul turismo, sull’agricoltura, sulle attività forestali, sulle infrastrutture, sull’energia». Marco Grasso, docente di Politiche ambientali dell’Università di Milano-Bicocca che segue gli effetti politici e sociali del cambiamento climatico, commenta a caldo  il secondo volume del quinto rapporto IPCC, presentato questa mattina alla stampa.

«I cambiamenti climatici – continua Grasso, commentando il rapporto “Climate Change 2014: Impacts, Adaptation, and Vulnerability - possono introdurre disparità economiche all'interno dell'Europa, favorendo regioni meno colpite dal cambiamento climatico e aggravando quelle più esposte, come quella mediterranea».

Utilizzati per la prima volta dati satellitari e misure al suolo allo scopo di evidenziare le possibili risalite di magma che ‘annunciano’ l'attività eruttiva all’Etna. Lo studio è stato pubblicato su Scientific Reports di Nature

L’utilizzo congiunto di dati satellitari e misure al suolo aiuta ad evidenziare le possibili risalite di magma precedenti la ripresa dell'attività eruttiva all’Etna. E’ quanto riporta uno studio nato dalla fruttuosa collaborazione tra il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e l’Agenzia spaziale italiana (Asi) che è stato recentemente pubblicato sulla rivista Scientific Reports di Nature.
Capire la struttura interna di un vulcano e il suo funzionamento è uno degli obiettivi principali degli studi vulcanologici.

I costi delle calamità naturali arrivano fino al 2,9% del Pil annuo. Singoli eventi recenti hanno procurato danni per decine di miliardi di dollari. Per questo l’Ocse incentiva la copertura assicurativa contro i rischi da calamità, che un ddl presentato al Senato in questi giorni propone di rendere obbligatoria. Un volume sul tema, con contributo dell’Irat-Cnr, viene presentato a Napoli

Tra il 1963 ed il 2012 ben 782 Comuni italiani hanno subito inondazioni e frane, che hanno causato rispettivamente 1.563 e 5.192 vittime tra morti, feriti e dispersi e un totale di 421.227 tra sfollati e senzatetto (dati dell’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Consiglio nazionale delle ricerche), con un costo medio dello 0,2% del Pil annuo (Ocse 2012). Nel solo 2011 il numero dei disastri naturali nel mondo è stato impressionante: 332, con oltre 30.000 vittime, 245 milioni di persone colpite e oltre 366 miliardi di dollari statunitensi di danni economici ((Universitè Catholique de Louvain 2012).
“A livello globale i danni causati dalle catastrofi naturali sono aumentati negli ultimi 30 anni, principalmente a causa del crescente valore economico e il settore assicurativo appare il candidato principale per la distribuzione e gestione dei rischi cui sono esposte le famiglie e le imprese, e per la liquidazione dei danni”, spiega il volume 'Calamità naturali e coperture assicurative', curato da Antonio Coviello, ricercatore dell’Istituto di ricerche sulle attività terziarie (Irat) del Cnr e docente di Economia e gestione delle imprese di assicurazione alla Seconda Università di Napoli.

 

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