Ambiente

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Il 1° agosto 2020 è stato lanciato ArcticHubs, un'ambiziosa collaborazione multidisciplinare internazionale che mira a sviluppare soluzioni basate sulla ricerca e sulle buone pratiche per affrontare le sfide urgenti che riguardano l'Artico. Il progetto, che sarà finanziato per quattro anni dal programma Horizon 2020 dell'Unione Europea, riunisce 22 partner in 11 paesi diversi, provenienti da università e istituti di ricerca, da ONG, dai settori pubblico e privato e dalla società civile.

 

Tra gli atenei coinvolti anche l’Università di Torino, unico ente italiano a partecipare all’iniziativa, che avrà come responsabile locale Marco Giardino, docente del Dipartimento di Scienze della Terra. UniTo è la rappresentante per i casi di studio sulla geodiversità alpina e sui suoi servizi alle comunità locali, come quelle del Geoparco UNESCO Sesia Val Grande e le comunità delle valli valdesi Germanasca e Chisone.

 Al centro dell'approccio pionieristico del progetto ci sono i 22 'hub', luoghi rappresentativi attraverso l'Artico, dove saranno impiegate metodologie partecipative e collaborative per osservare gli impatti delle attività economiche e per costruire strumenti orientati alla soluzione per conciliare nuove opportunità economiche con mezzi di sussistenza tradizionali e risoluzione dei conflitti di uso del suolo tra settori diversi.



Un'attività fai da te e una nuova community social per chi rispetta la natura e la protegge anche in vacanza

Pulizia fai da te: piccoli gruppi familiari, in coppia, fra amici o in solitaria. Questa la formula proposta dal WWF per chi voglia rendere più belle e pulite le nostre spiagge questa estate è il Self Tour Plastic Free nata nell’ambito della Campagna GenerAzioneMare.
L’iniziativa è dedicata a tutti coloro che desiderano impegnarsi anche per poco tempo mentre si trascorre una giornata al mare e ha delle grandi potenzialità sull’ambiente: come le gocce del mare, tante pulizie realizzate in modo capillare sono in grado di restituire bellezza e naturalità alle nostre amate sponde.
Se il rischio Covid scoraggia eventi di gruppo (sebbene alcune pulizie di litorali siano fatte da volontari nel rispetto delle norme di sicurezza), il Self Tour diventa un modo semplice ma efficace adatto a tutti. Ci si potrà concentrare, ad esempio, su quei piccoli frammenti di plastica, quasi invisibili tra la sabbia o i ciottoli, oppure scovare rifiuti in angoli nascosti, magari raggiunti in canoa o in pedalò.

Per lanciare la nuova iniziativa il WWF attiverà tutti i canali social: innanzitutto si inaugura una nuova community “Con WWF per un Mondo Plastic Free” sul canale Facebook grazie alla quale è possibile condividere informazioni e esperienze che a fine estate il WWF raccoglierà in un grande Album collettivo di immagini delle singole iniziative ‘selfie’. Tra gli ‘strumenti’ c’è uno speciale vademecum “Plastic Take Away” (clip video e poster) promosso su tutti i canali social per realizzare una pulizia in piena regola che, una volta realizzata, si potrà condividere utilizzando un nuovo filtro Instagram “Plastic Take Away” creato dal WWF.



Esultano Lac, Lav, Lipu, LNDC e WWF, perché l'udienza che si è tenuta questa mattina al Tribunale regionale di giustizia amministrativa di Trento ha confermato la sospensione dell’Ordinanza provinciale che aveva disposto l’uccisione dell’orsa JJ4.

I giudici hanno rilevato che l’incidente dello scorso 22 giugno, durante il quale due persone-padre e figlio- si erano impattuti nell'orsa rimanendo feriti, non è imputabile al comportamento problematico di un singolo orso, bensì a un più ampio problema di gestione della convivenza con gli esseri umani.

“Siamo felicissimi! Per ora, e fino alla udienza di merito, nessuno potrà torcere un pelo a JJ4 che, se accompagnata dai suoi cuccioli, potrà continuare a fare la mamma crescendo i suoi piccoli senza il rischio di essere fucilata per soddisfare interessi politici che nulla hanno a che fare con la sicurezza pubblica", dichiarano le associazioni LAC, LAV, LIPU, LNDC e WWF che fin da subito avevano impugnato l’ordinanza provinciale, ringraziando l’avvocato Claudio Linzola del foro di Milano per il fondamentale contributo.

Il prossimo 22 ottobre si terrà l’udienza che entrerà nel merito dell’ordinanza provinciale.



E’ la seconda volta che una tartaruga marina (Caretta caretta) depone le uova nel comune di Orbetello, sempre lungo la spiaggia della Giannella. Si tratta di un evento molto importante, perché conferma come la Maremma nel suo insieme rappresenti un habitat perfetto per un futuro insediamento continuativo della specie visto che la presenza in Toscana è oramai regolare da alcuni anni. Non dimentichiamo inoltre che ci troviamo all’interno della più grande area marina protetta del Mediterraneo, il Santuario Pelagos.

 


Il numero delle tigri libere in natura è in aumento in cinque Paesi: Bhutan, Cina, India, Nepal e Russia, nonostante una terribile crisi provocata da trappole letali nel sud-est asiatico stia continuando a minacciare gran parte della popolazione di questi importanti felini.
Il Global Tiger Day, la giornata mondiale della tigre che si celebra il 29 luglio, quest’anno segna 10 anni da quando i 13 Paesi dei territori in cui vive la tigre, si sono impegnati nel progetto Tx2, che mira a raddoppiarne il numero.

Nel 2010, infatti, fu presa una decisione cruciale: un mondo senza tigri non era accettabile. Questi enormi felini, il cui numero aveva toccato un minimo storico, erano drammaticamente arrivati sulla soglia dell’estinzione. Quell'anno segnò quindi l'inizio di uno dei più grandi progetti di conservazione della storia: raddoppiare la popolazione globale di tigri entro il 2022, un'iniziativa ormai nota come progetto TX2. Governi, comunità, organizzazioni e imprese si riunirono per garantire un futuro a una specie simbolo del nostro pianeta. Salvare le tigri avrebbe significato salvare noi stessi e il pianeta in cui viviamo. Da allora sono trascorsi 10 anni, anni in cui si è verificata un’importante inversione di tendenza. Nel 2016, per la prima volta nella storia recente, il numero delle tigri è aumentato.

 

Due Saildrone, piccole imbarcazioni lunghe 7 metri e alte 5, a propulsione eolica, in grado di navigare in maniera autonoma tra punti prestabiliti all'interno di un corridoio sotto la supervisione di un "pilota" umano collegato via satellite e di raccogliere, tramite sensori meteorologici e oceanografici a energia solare, informazioni sulle acque marine - quali la salinità, la temperatura delle acque, la capacità dei mari di assorbire la CO2 - nell'ambito di campagne a lungo raggio anche in ambienti oceanici difficili, sono arrivati a Trieste il 17 luglio dopo 274 giorni di navigazione.

La missione - I Saildrone hanno viaggiato dalle Canarie a Trieste con un percorso complessivo di più di 15000 miglia nautiche (circa 27000 chilometri), molto di più di quanto era stato previsto (circa 5000 miglia). La missione Atlantico-Mediterraneo (Atl2Med) è il frutto della collaborazione tra pubblico e privato. Obiettivo della missione era promuovere l'osservazione diffusa degli oceani, essenziale per valutare gli effetti dei cambiamenti climatici, riducendo i costi per l'acquisizione dei dati.



La tradizione culturale dei cebi barbuti, scimmie sudamericane che usano strumenti, rischia di scomparire a causa della conversione agricola delle aree forestali. A lanciare l’allarme uno studio condotto in collaborazione tra Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Cnr e università di Salisbury (Usa), che propone un nuovo criterio di tutela e conservazione delle specie in pericolo. La ricerca è stata pubblicata sull’International Journal of Primatology.

L’intelligenza dei cebi è, per molti aspetti, pari a quella degli scimpanzé, il primate evolutivamente più vicino alla specie umana. Nella Fazenda Boa Vista nel sud del Piauí, Stato del nordest del Brasile, i cebi barbuti (Sapajus libidinosus) utilizzano pesanti percussori e incudini di pietra per rompere il guscio durissimo delle noci di palma. Mentre i cebi che vivono nelle mangrovie del Morro do Boi, Stato del Maranhão circa 1.200 km più a nord, usano strumenti di legno per aprire molluschi e granchi. Ma le tradizioni animali sono sempre più minacciate dall'impatto umano sugli habitat naturali, come attesta uno studio di Andréa Presotto, ricercatrice dell’università statunitense di Salisbury (Usa) condotto con la collaborazione, tra gli altri, di Elisabetta Visalberghi e Noemi Spagnoletti dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Istc) e pubblicato sull’ International Journal of Primatology.

 


Oggi, Giornata mondiale per la conservazione della natura, Greenpeace pubblica un rapporto sulle principali cause di spiaggiamento dei cetacei lungo le coste italiane commissionato ai veterinari del Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione dell’Università di Padova: un virus e l’uomo le principali minacce alla sopravvivenza di specie come il capodoglio, già considerato in pericolo di estinzione. Domani la spedizione “Difendiamo il mare” di Greenpeace, condotta con la barca a vela Bamboo della Fondazione Exodus, partirà da Lavagna per studiare i cetacei del Mar Ligure insieme a ricercatori dell’Istituto Tethys.

Un quarto dei cetacei analizzati spiaggiati lungo le nostre coste negli ultimi anni è morto per cause imputabili all’uomo, in particolare interazioni con attività di pesca. Preoccupa l’intrappolamento nelle reti, che sempre più spesso si trovano abbandonate in mare e che vanno ad acuire la contaminazione da plastica, ma anche l’uso di reti illegali, come le spadare, che nei giorni scorsi hanno intrappolato ben due capodogli al largo delle Eolie.

 

Le associazioni chiedono la cessazione di ogni attività finalizzata alla cattura dell'orso


“La seconda fuga di M49 non deve essere fermata da una nuova reclusione al Casteller”, questa è la sintesi della istanza inviata dalle associazioni Enpa, LAC, LAV, LIPU e WWF al Presidente della Provincia di Trento Fugatti, dopo che l’orso è nuovamente evaso dal recinto del Casteller dove era detenuto da aprile scorso.

L’orso non si è mai reso responsabile di alcuna aggressione all’uomo, ha solamente cercato cibo dove questo era disponibile e non adeguatamente custodito, un comportamento del tutto normale che però è stato sufficiente per bollarlo come “orso dannoso e quindi problematico” offrendo il pretesto alla Provincia di Trento per catturarlo e rinchiuderlo in un recinto del tutto inadeguato e gravemente lesivo della sua etologia.

 


La Valutazione delle risorse forestali mondiali 2020 della FAO offre dettagliate analisi su scala regionale e mondiale in un nuovo formato digitale interattivo

La FAO ha presentato  quella che è considerata la valutazione delle risorse forestali più completa al mondo, utilizzando un formato digitale innovativo e intuitivo.Liberamente accessibile al pubblico, il rapporto  Valutazione delle risorse forestali mondiali (FRA 2020) e la nuovissima piattaforma di diffusione online interattiva contengono dettagliate analisi su scala regionale e mondiale relative a 236 paesi e territori.

Gli utenti hanno ora la possibilità di consultare un insieme confrontabile e coerente di oltre 60 indicatori forestali concernenti paesi e regioni nonché scaricare i dati richiesti in un formato digitale non proprietario. Potranno inoltre monitorare l'evoluzione nel tempo di parametri quali la superficie forestale, la gestione forestale, la proprietà delle foreste e il loro utilizzo.

"Il patrimonio di informazioni sulle foreste mondiali rappresenta un bene pubblico prezioso per la comunità mondiale, che contribuisce a facilitare la formulazione di politiche e decisioni nel settore forestale, anche con riferimento a investimenti solidi, sulla base di informazioni documentate," ha dichiarato il Direttore generale aggiunto della FAO, Maria Helena Semedo, in occasione della pubblicazione del rapporto. "Questi nuovi strumenti ci permetteranno di rispondere alla deforestazione e al degrado delle foreste, prevenire la perdita di biodiversità e ottimizzare la gestione forestale nel migliore dei modi."

 

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