Ambiente

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Nonostante in Amazzonia la deforestazione sia aumentata del 75 per cento tra il 2012 e il 2015, il governo brasiliano starebbe pensando di ridurre la protezione di alcune aree intatte della foresta. Greenpeace è andata sul posto per documentare cosa rischiamo di perdere. Il governo Temer starebbe infatti per presentare al Congresso Nazionale una proposta per ridurre le Conservation Units – un potente strumento contro la distruzione delle foreste. Si prevede di cancellarne una e ridurre la superficie di altre quattro del 40 per cento. In una sola mossa si potrebbe togliere la protezione a un’area grande sei volte l’area metropolitana di Londra: circa un milione di ettari di foresta.

 

Realizzare una nuova tecnologia ad elevata efficienza e limitato impatto di emissioni carboniche, in grado di generare idrogeno ed energia elettrica da impiegare nelle stazioni di rifornimento del prossimo futuro, per incentivare la sostenibilità nel settore dei trasporti. E’ questo l’obiettivo del progetto CH2P (Cogeneration of Hydrogen, Heat and Power using solid oxide based system fed by methane rich gases) coordinato a livello europeo dalla Fondazione Bruno Kessler (FBK) di Trento. Responsabile del progetto, avviato ufficialmente in febbraio a Bruxelles, è Luigi Crema che alla FBK guida l’Unità ARES, dedicata alla ricerca applicata sui sistemi energetici. “La Fondazione Bruno Kessler di Trento”, sottolinea Luigi Crema, “guiderà il Consorzio del progetto CH2P per sviluppare un’innovazione tecnologica in ambito energetico con una collaborazione estesa a livello europeo. In particolare verrà realizzato il prototipo di un impianto per la produzione di 100 kg di idrogeno al giorno, sufficiente a supportare un progetto pilota collegato alla mobilità. La tecnologia sarà poi scalata a dimensioni maggiori per poter alimentare flotte più estese di veicoli, come auto, autobus e treni. Il tutto nell’ottica di accelerare la transizione verso le tecnologie basate su idrogeno e combustibili alternativi, con nuove soluzioni per il mercato, a partire dal settore dei trasporti stradali che in Europa genera oltre il 40% delle emissioni di ossido di carbonio”.

28 febbraio a Bruxelles il Consiglio Ambiente. “L’Italia persegua davvero impegni Parigi e chieda obiettivi più ambiziosi per Emission Trading Scheme”

Greenpeace, Legambiente, WWF, Italian Climate Network, Coordinamento Free e Kyoto Club rivolgono un appello al Ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti: l’Italia deve avere un ruolo propulsivo per rendere efficace il meccanismo dell’Emission Trading, non attestandosi su posizioni di mera difesa di alcuni settori e aiutando così mediazioni al ribasso, ma contribuendo a rendere davvero efficace lo schema quale strumento di lotta al cambiamento climatico e riconversione dell’economia. È essenziale che la UE riaffermi la propria leadership a livello globale sul clima.

Le sostanze tossiche presenti nell’ambiente mettono in pericolo l’acqua, l’aria, il suolo e il nostro stesso futuro.

 

La produzione, l’uso e il rilascio di molti prodotti chimici di sintesi sono oggi riconosciuti come un pericolo globale per la salute pubblica e per l’ambiente. Nel mondo, le industrie chimiche continuano a produrre e rilasciare migliaia di composti ogni anno. Nella maggior parte dei casi, la conoscenza sull’impatto sanitario e ambientale di queste sostanze è scarsa o addirittura nulla.

 

Elettronica verde

Ogni anno nel mondo si producono sempre più articoli tecnologici. Tutto ciò ha determinato una crescita esponenziale dei rifiuti elettronici, scarti molto pericolosi perché contenenti composti tossici che non possono essere smaltiti o riciclati in sicurezza. Questo problema però, può essere evitato. Per questa ragione, Greenpeace sta facendo pressione sulle compagnie Hi-tech, leader nella produzione di TV, cellulari, computer e console, per cambiare le loro politiche aziendali.

Chimica

La chimica è entrata a far parte della nostra vita quotidiana. Tutto è fatto di elementi chimici, naturali e di sintesi. L’uomo, però, con la sua sete di potere ha messo in commercio più composti chimici di quanti ne avesse davvero testati in laboratorio. La conseguenza è che siamo tutti più o meno contaminati da sostanze esterne, alcune delle quali davvero pericolose.

L’Italia è un Paese refrattario alla pianificazione degli interventi in campo energetico, con un Governo che rischia di porsi al di fuori dall’Europa e degli impegni assunti su scala internazionale, continua a dare carta bianca alle aziende petrolifere (in primis ENI e Edison), a interessi industriali ad alto rischio ambientale, senza un disegno unitario.

Con una Lettera Aperta, al Presidente del Consiglio e ai Ministri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente, ai Governatori delle Regioni Greenpeace Italia, Legambiente e WWF chiedono come mai  il Governo italiano, violando gli impegni assunti con il recepimento della Direttiva comunitaria Offhsore (con il Dlgs n. 145/2016), si rifiuti ancora oggi di prevedere una programmazione delle attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi da sottoporre a Valutazione Ambientale Strategica, mentre procede  ad aprire Valutazione di Impatto Ambientale sulle singole istanze per permessi di ricerca offshore, che rappresentano la categoria più numerosa tra le procedure oggi aperte (37,5% con 6 istanze su 16; seguono 3 per autostrade, 2 per impianti idroelettrici, 2 per reti ad alta tensione, 2 per porti, 1 per aeroporti).

 

La Commissione europea denuncia l'Italia alla Corte di giustizia dell'Unione europea per mancata attuazione di disposizioni sulla sperimentazione animale nella normativa nazionale. La materia, che riscuote notevole interesse tra i cittadini, è disciplinata dalla direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, per cui il termine ultimo di recepimento nella normativa nazionale era il 10 novembre 2012. Su raccomandazione del Commissario per l'Ambiente Janez Potočnik, la Commissione chiede alla Corte d'imporre all'Italia una penale di 150 787 EUR al giorno.

 

La Cina, che come sappiamo è afflitta da enormi problemi di inquinamento, dovuto anche alle sue numerose centrali a carbone, è però, altresì, a livello globale, il maggior investitore nel campo delle energie rinnovabili. Nel tentativo di limitare la produzione di energia da fonti inquinanti e di puntare sulle energie pulite, la Cina ha ora cancellato il piano che prevedeva la costruzione di 103 centrali elettriche a carbone, il che significa tagliare di netto 120 gigawatt di elettricità. Per capire ancora meglio di quali cifre stiamo parlando, basta sapere che negli Stati Uniti d’America la produzione di elettricità dal carbone si attesta intorno ai 305 gigawatt.

Secondo i deputati, l'utilizzo di prodotti fitosanitari tradizionali è sempre più oggetto di pubblico dibattito


I pesticidi biologici a basso rischio, compresi quelli a base di bio-organismi come i feromoni o gli oli essenziali, potrebbero sostituire quelli convenzionali, sospettati di danneggiare l'ambiente e la salute umana. I deputati si chiedono il motivo per il quale alcuni Stati membri esitano o rifiutano la loro omologazione e vogliono che la Commissione proponga una revisione delle norme per accelerare il processo di approvazione. In una risoluzione votata mercoledì, i deputati hanno fatto notare che l'utilizzo di prodotti fitosanitari tradizionali è sempre più oggetto di pubblico dibattito, a causa dei potenziali rischi che presentano per la salute umana, gli animali e l'ambiente. Eppure solo sette sostanze attive classificate come alternative "a basso rischio" sono state approvate nell'Unione europea.

 

L’esposizione alle previsioni dei modelli climatici ha meno effetto su policymaker e negoziatori che su un pubblico informato, secondo un articolo di Valentina Bosetti e co-autori. Ma il giusto formato di presentazione può migliorare l'efficacia delle previsioni.

 

 

 

Grazie a uno studio internazionale a cui ha partecipato l’Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Consiglio nazionale delle ricerche (Idpa-Cnr), pubblicato su The Cryosphere, è stato rilevato che il ghiaccio più profondo e antico presente sul Monte Ortles (3.905 m, sulle Alpi orientali, a 37 chilometri dal luogo del ritrovamento dell’Uomo del Similaun), ha cominciato a muoversi per la prima volta dai tempi dell’Uomo del Similaun, 7.000 anni fa. Le prime carote di ghiaccio estratte indicano come il ghiacciaio più elevato dell’Alto Adige abbia cominciato una fase di accelerazione del movimento che non avrebbe precedenti nel periodo osservato. Le prove vengono dagli strati più profondi, datati con la tecnica del carbonio 14, e da misurazioni condotte nel foro di perforazione mediante un inclinometro, strumento in grado di rilevare anche minimi movimenti glaciali. “Queste carote di ghiaccio offrono l’eccezionale opportunità di studiare le caratteristiche dell’atmosfera quando l’Uomo del Similaun viveva in questa regione, in modo da poter conoscere anche l’ambiente ed il clima in cui era immerso”, dichiara Carlo Barbante, direttore dell’Idpa-Cnr di Venezia.

 

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