Pozzolana Euganea: l'alternativa d'eccellenza
La scoperta più sorprendente riguarda la capacità degli ingegneri romani di ottimizzare le risorse locali. Se per i grandi monumenti costieri si importava la costosa "Pozzolana Flegrea" dalla Campania, nei Colli Euganei i Romani avevano individuato una risorsa altrettanto valida: la Pozzolana Euganea.
Le analisi petrografiche e geochimiche hanno confermato una precisa suddivisione dei materiali:
Trachite: Una roccia lavica densa, usata per muri e pavimentazioni stradali.
Pozzolana di Villa Draghi: Una rara breccia vulcanica utilizzata come additivo per i calcestruzzi. Questa "polvere magica", mescolata alla malta, conferiva una solidità strutturale eccezionale alle imponenti terme di Fons Aponi e non solo.
Un mercato che andava oltre il territorio
La ricerca ha dimostrato che la qualità dei materiali euganei era tale da giustificare il trasporto su lunghe distanze. La "firma" geochimica della pozzolana di Villa Draghi è stata infatti rintracciata anche nelle malte delle terme di Aquileia, in Friuli, confermando l'esistenza di rotte commerciali dedicate a questo pregiato materiale edilizio.
Un lavoro di squadra multidisciplinare
Il successo del progetto EuQuGeA è frutto della sinergia tra archeologi, geologi e ingegneri dell’ateneo patavino, con il supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Unendo storia, petrografia e algoritmi avanzati, i ricercatori hanno riportato alla luce un sapere ingegneristico che per secoli è rimasto sepolto sotto i boschi dei Colli.



