Glioblastoma: la Metformina come nuova arma contro il tumore cerebrale

Alessia Di Gioacchino 19 Feb 2026


Uno studio dell'Università Statale di Milano svela come il farmaco antidiabetico possa colpire selettivamente le cellule staminali tumorali.
Una ricerca tutta italiana promette di rivoluzionare l'approccio terapeutico al glioblastoma, la forma di cancro al cervello più aggressiva e difficile da trattare. Lo studio, pubblicato sul Journal of Experimental & Clinical Cancer Research, ha individuato il meccanismo molecolare con cui la metformina — farmaco pilastro nella cura del diabete di tipo 2 — riesce a contrastare la progressione tumorale.

Il bersaglio: la proteina "identikit" del tumore
Il cuore della scoperta risiede nell'interazione tra il farmaco e una proteina specifica chiamata tmCLIC1 (Chloride Intracellular Channel 1 nella sua forma di membrana).

Questa proteina rappresenta un bersaglio ideale per due motivi:

Selettività: È abbondantemente presente nelle cellule staminali del glioblastoma (responsabili di crescita, resistenza e recidive).

Assenza nei tessuti sani: Non si trova nelle cellule cerebrali normali, riducendo così il rischio di effetti collaterali.

Come la metformina "soffoca" il cancro
Attraverso un'analisi multidisciplinare che ha unito biologia molecolare, elettrofisiologia e modelli animali (zebrafish e murini), il team coordinato da Michele Mazzanti e Saverio Minucci dell'Università Statale di Milano, in collaborazione con l'IEO e l'Università di Genova, ha ricostruito il processo di attacco:

Blocco Energetico: La metformina si lega a tmCLIC1 e interrompe la fosforilazione ossidativa, ovvero la fase finale della respirazione cellulare, privando la cellula tumorale dell'energia necessaria per sopravvivere.

Morte Cellulare: Il legame innesca una reazione a catena che porta alla degradazione della proteina MCL-1, che normalmente protegge il tumore dalla morte programmata (apoptosi).

Il segreto è nella somministrazione
Un elemento cruciale emerso dallo studio riguarda il fallimento di precedenti test clinici. I ricercatori hanno dimostrato che l'efficacia della metformina non dipende solo dal dosaggio, ma dalla costanza della somministrazione.

"La somministrazione cronica e costante nel tempo, anche a dosi minime (nanomolari), è fondamentale per ottenere una riduzione significativa della massa tumorale," spiegano gli autori Francesca Cianci, Ivan Verduci e Riccardo Cazzoli.

Prospettive future
Questa scoperta apre la strada a due percorsi clinici paralleli:

Riposizionamento terapeutico: Utilizzare la metformina già esistente con nuovi protocolli di somministrazione mirati al glioblastoma.

Nuovi farmaci: Sviluppare molecole di nuova generazione ancora più specifiche per il bersaglio tmCLIC1, al fine di eliminare le cellule staminali tumorali e prevenire il ritorno della malattia dopo l'intervento.

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