Eventi

Eventi (129)

 

In uscita in data odierna il terzo libro di divulgazione scientifica di Walter Grassi. 


Terminato il complesso intervento di restauro del monumento di piazza Mincio

La Fontana delle Rane, al centro di piazza Mincio nel quartiere Coppedè, è stata oggi restituita alla città, nella sua rinnovata veste dopo un importante restauro terminato nei giorni scorsi. L’intervento di ripristino del monumento, sotto la direzione tecnico-scientifica della Sovrintendenza Capitolina, è il primo di tale portata dal momento della sua inaugurazione, nel 1927.

Il restauro
Prima di poter intervenire sulla fontana è stato necessario consolidare il terreno di fondazione la cui natura instabile ha provocato, nel corso degli anni, l’inclinazione del bacino inferiore, terreno che con l'intervento è stato stabilizzato. Il monumento appariva molto degradato a causa degli agenti atmosferici inquinanti da traffico veicolare e, come tutte le fontane romane, aveva risentito anche della composizione altamente calcarea delle acque di alimentazione, il cui getto continuo aveva prodotto incrostazioni calcaree di estrema resistenza. La rimozione dell’enorme strato di calcare, spesso circa 17 cm., che ricopriva l’opera è stata un’operazione particolarmente delicata e lunga. I lavori, realizzati dall’Impresa Picalarga S.r.l., hanno riguardato anche l’impianto idrico e il marciapiede ornamentale che circonda la fontana, ricollocato in opera sostituendo e/o recuperando parti delle losanghe in travertino nel completo rispetto del disegno originario. L’importo totale delle attività di consolidamento e restauro è stato di 283.683,12 euro.



Esplorazioni in bici, a piedi, in canoa di parchi, fiumi e giardini nascosti d’Italia, evento centrale al Museo Orto Botanico di Roma. 

Coinvolte istituzioni scientifiche, Associazioni sportive e del tempo libero, gruppi radicati sul territorio, cooperative: tantissime realtà si sono affiancate al WWF creando una vera e propria rete diffusa di eventi e iniziative: “Ripartiamo dalle città per salvare il pianeta”

Domenica 4 ottobre torna Urban Nature, la Festa della Natura in Città realizzata dal WWF, che per la sua quarta edizione prevede oltre 120 eventi fra le principali città italiane, dove animerà parchi e giardini, coinvolgendo cittadini, associazioni e scuole in eventi di citizen science e citizen conservation. Il tutto nel rigoroso rispetto delle norme Anti-Covid19.
Urban Nature non è solo un evento, ma anche un’importante iniziativa rivolta ad ampliare la conoscenza della natura all’interno delle città, serbatoi di biodiversità di cui spesso si ignora l’esistenza, e a promuovere la partecipazione attiva, ad aggregare e coinvolgere le comunità coinvolgendole nella gestione di aree verdi, parchi urbani, orti sociali e giardini condivisi.

 


Fino al 15 novembre 2020 esposte quasi 60 opere, alcune per la prima volta, di Comenio, filosofo e maggior pedagogista europeo del Seicento, in occasione del 350° anniversario della sua scomparsa

In occasione della ricorrenza del 350° anniversario della sua scomparsa, si apre per la prima volta in Italia, dal 2 ottobre al 15 novembre al Museo di Roma a Palazzo Braschi, una mostra dedicata a Giovanni Amos COMENIO (1592-1670), filosofo e pedagogista ceco. L’esposizione, dal titolo COMENIO – un pensatore nei labirinti dell’Europa del XVII secolo, esplora l´eredità del pensiero di Comenio, ancora oggi di straordinaria attualità, e ripercorre le ragioni per cui è considerato il precursore della pedagogia moderna e contemporanea.


La mostra, promossa dal Ministro della Cultura della Repubblica Ceca, S.E. L. Zaorálek e da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è prodotta e organizzata dal Centro Ceco Roma, dall’Ambasciata della Repubblica Ceca, e dal Museo di Comenio di Uherský Brod (Rep. Ceca). A cura di Petr Zemek, comeniologo del Museo di Comenio di Uherský Brod. Servizi museali Zètema Progetto Cultura.

 

World Dream Day 25 settembre Sogni e realtà – Piero Barbanti: “I sogni pescano nella quotidianità, sono considerati anche uno strumento per riviverla e superare paure”


Metti in moto i tuoi sogni e fa che diventino realtà: è questo il leitmotiv della Giornata Mondiale dei Sogni, celebrata ogni anno il 25 settembre. Per il 2020 l’esortazione è a sognare per un nuovo mondo: “New dreams for a new world", ma qual è il significato di questi viaggi notturni che la nostra mente compie indisturbata? “Freud sosteneva che il sogno derivasse da desideri repressi o traumi rimossi. La visione attuale - spiega il Professor Piero Barbanti, docente di Neurologia presso l’Università Telematica San Raffaele e Direttore dell’Unità per la Cura e la Ricerca su Cefalee e Dolore dell’IRCCS San Raffaele di Roma - è che il sogno rappresenti piuttosto uno strumento: per rivivere situazioni emozionali importanti ed ingombranti del passato allo scopo di gestirle meglio e da ciò deriverebbero i sogni ricorrenti, quasi come tentativo di “annacquarle” progressivamente; per liberarsi da una situazione emotiva causa di paure alla quale – per “realpolitik” - non abbiamo permesso di esprimersi nella vita quotidiana pur avendola intravista di sfuggita”.

Cambia la mobilità verso le università italiane


Sarà il trasporto pubblico a subire il maggior calo in termini percentuali in caso di rischio sanitario ancora alto. A dirlo è uno studio della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile che ha analizzato il comportamento di 85.000 persone rappresentative della popolazione accademica italiana.


Una persona su tre si sposterà con un proprio mezzo motorizzato nel caso di una nuova ondata pandemica. Una crescita di otto punti percentuali rispetto al periodo pre-Covid. A dirlo è il report “Indagine nazionale sulla mobilità casa-università al tempo del Covid-19” realizzato dalla Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS) che ha analizzato il comportamento di 85.000 persone rappresentative della popolazione accademica.
L’indagine, avviata lo scorso luglio e ancora in corso presso alcune università, si è basata su un questionario somministrato online agli studenti, ai docenti e al personale tecnico-amministrativo di 44 atenei italiani (cui si aggiungeranno i risultati di altre 13 università).
Due gli scenari ipotizzati nel questionario:

il virus è pressoché debellato e i contagi sono ridotti;
il virus è ancora pericoloso, il contagio è rallentato ma prosegue.
Il campione preso in esame dal Gruppo di Lavoro Mobilità della RUS coinvolge la comunità accademica di riferimento ed è composto per il 79% da studenti, l’11% da docenti o ricercatori e il 9,6% da personale tecnico-amministrativo.



Planetario e Museo Astronomico,
Area Archeologica del Circo Massimo, Viale Aventino
Miti, visioni e racconti tra archeologia e astronomia.

 

La suggestiva area archeologica del Circo Massimo è la cornice di quattro serate a tema tra archeologia e astronomia che si tengono sabato 5 e domenica 13, 20 e 27 settembre, dalle 21.00 alle 22.30.
ll format riprende quello inaugurato lo scorso anno con LunaL – Memorie di un Satellite, il primo evento serale realizzato nell’Area per celebrare i 50 anni dell’allunaggio e lo estende a una serie di appuntamenti, tutti articolati attorno all’intreccio fra astronomia e archeologia, per presentare la prima grande manifestazione pubblica sull’archeoastronomia nei luoghi che raccontano come gli antichi guardavano al cielo: una novità assoluta nell’offerta culturale romana.

Ciascuna delle quattro serate sviluppa un tema differente, che ha idealmente come protagonista un diverso corpo celeste: i pianeti, le stelle, il Sole, la Luna, attraverso la lettura dei resti monumentali dell’area.

Ad alternarsi sono gli interventi degli astronomi del Planetario di Roma Capitale – Gabriele Catanzaro, Giangiacomo Gandolfi, Stefano Giovanardi e Gianluca Masi – e quelli degli archeologi della Sovrintendenza Capitolina – Marialetizia Buonfiglio, Elisabetta Carnabuci, Monica Ceci, Stefania Pergola, Federica Michela Rossi, Rita Volpe, che mettono in luce il significato storico e il simbolismo astronomico del luogo.

 

GIUSEPPE PALERMO

FERMO IMMAGINE

Giardini di Palazzo Mezzacapo (locali ex A.A.S.T.)
Maiori – Costa d’Amalfi (SA)

Vernissage 11 luglio ore 19
11 luglio – 31 agosto 2020
Apertura tutti i giorni ore 18 - 22 ingresso gratuito

 

 

Sabato 11 luglio a Maiori, in Costa d’Amalfi, si terrà il vernissage della mostra d’arte contemporanea dal titolo “Fermo immagine” dell’artista Giuseppe Palermo, nei bei locali dell’ex Azienda di Soggiorno e Turismo, situati nei Giardini di Palazzo Mezzacapo (ore 19,00).


Anche quest’anno Palermo, ormai stabilito a Roma da anni e dove ha il suo showroom d’arte, ritorna in Costiera amalfitana con una sua mostra, diversa completamente nei contenuti che erano al centro delle sue esibizioni degli anni precedenti e che partivano dall’arte ceramica e materica delle antiche riggiole napoletane, frutto di una ricerca, ormai avviata da tempo, da piastrelle e maioliche antiche e tipiche per tramutarle in coloratissime o bicromatiche tele.
Durante il lungo periodo di chiusura dovuto alla Pandemia, l’artista ha avviato una riflessione interiore sullo scorrere dell’esistenza di ognuno di noi, prima che su se stesso, per arrivare alla conclusione che il passare del tempo è fatto da tanti gesti e abitudini che si replicano al punto da perderne la consapevolezza. Riti che sono immutabili, che si ripetono senza che nessuno se ne accorga, che ci faccia caso. Si generano quasi involontariamente nel volgere della vita, come ad esempio il bagno a mare di ragazzi, una passeggiata con il nonno, il primo monopattino, l’attesa di un amico, il gelato al bar centrale. Una sorta di video che scorre senza interruzioni da sempre, senza una musica particolare che faccia da sottofondo, senza clamore. Un video che dimentichiamo presto, che si confonde con l’anno precedente e quello ancora prima. Ricordi che si stratificano come pagine dove solo l’ultima è perfettamente leggibile. Giuseppe Palermo, al tempo del Coronavirus, riflette sulla ripetitività inconsapevole della vita e si confronta con questo terreno per certi versi banale, quotidiano, anonimo.

Sabato 18 Luglio 2020

Roma, Società Romana di Scienze Naturali, sabato 18 luglio 2020, ore 17.00

 

Sabato 18 Luglio 2020, alle ore 17.00, presso la Società Romana di Scienze Naturali “Campus di Villa Esmeralda", Via Fratelli Maristi 43, Roma, presentazione del volume Dieci figure femminili della zoologia italiana del XX secolo di Pierangelo Crucitti e Francesco Bubbico, pubblicato per i tipi della Gangemi editore.

L'obiettivo primario dell'opera è ristabilire il principio del fondamentale apporto di conoscenze che tante donne hanno dato alla ricerca scientifica, spesso totalmente misconosciuto; in particolare, costituisce un tributo a dieci eminenti scienziate italiane del XX secolo, specialiste delle più diverse branche della Biologia Animale, che hanno consacrato le proprie vite alla ricerca conseguendo importanti risultati in un momento storico e in contesti accademici riluttanti se non fortemente ostili nel riconoscere il loro valore. Il clima politico in cui sono vissute, nell'Italia liberticida e delle infami leggi razziali, ha privilegiato la fedeltà ideologica al regime dei loro colleghi uomini. Nel secondo dopoguerra, questa situazione di assurda disparità che ha ostacolato lo sviluppo di brillanti carriere accademiche alle quali tante ricercatrici erano destinate, si modifica progressivamente; peraltro, ancora oggi, le resistenze della società civile determinano situazioni di forte disparità di genere in numerosi settori della ricerca in particolare e del lavoro in generale; anche in Italia, sebbene in misura minore rispetto a tanti paesi della comune patria europea.



presenta
Alessandro Minelli

 

 

 

 

 

Dal 17 dicembre Roma Capitale celebra il mito di uno dei maestri assoluti del cinema italiano con una mostra concepita e realizzata da La Cinémathèque Française e Cineteca di Bologna.
17 dicembre 2019 – 3 maggio 2020
Museo dell’Ara Pacis – Roma

 

C’era una volta Sergio Leone: è il titolo evocativo della grande mostra all’Ara Pacis, in programma fino al 3 maggio 2020, con cui Roma celebra, a 30 anni dalla morte e a 90 dalla sua nascita, uno dei miti assoluti del cinema italiano.
Promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, l’esposizione arriva in Italia dopo il successo dello scorso anno alla Cinémathèque Française di Parigi, istituzione co-produttrice dell’allestimento romano insieme alla Fondazione Cineteca di Bologna. La mostra è realizzata con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, in collaborazione con Istituto Luce – Cinecittà, Ministère de la culture (Francia), CNC – Centre national du cinéma et de l’image animée, SIAE e grazie a Rai Teche, Leone Film Group, Unidis Jolly Film, Unione Sanitaria Internazionale, Romana Gruppi Elettrogeni Cinematografici. Digital Imaging Partner: Canon. Sponsor tecnici: Italiana Assicurazioni, Hotel Eden Roma, Bonaveri. L’ideazione è di Equa di Camilla Morabito e il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura.

 

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