Analisi climatologica per l’Italia nel corso degli ultimi due secoli

Michele Brunetti, Teresa Nanni, Maurizio Maugeri 18 Mar 2009
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Il gruppo di climatologia storica dell’ISAC/CNR di Bologna, in collaborazione coi colleghi del Dipartimento di Fisica-UniMi, ha realizzato  una banca dati di serie storiche ultrasecolari di parametri meteorologici che copre uniformemente il territorio italiano e che ha consentito di colmare una fondamentale lacuna della comunità scientifica nazionale in questo ambito. La banca dati contiene oltre a temperatura e precipitazioni anche pressione atmosferica, copertura nuvolosa, eliofania, umidità relativa e pressione parziale di vapore. La risoluzione delle serie è per molte stazioni giornaliera. Assieme ai dati, sono state raccolte anche tutte le notizie relative alla storia delle varie stazioni meteorologiche (spostamento delle stazioni, sostituzioni di strumenti, malfunzionamenti degli stessi, etc.); tutte queste preziose informazioni si sono rivelate di fondamentale importanza nella fase di “omogeneizzazione” dei dati, necessaria per “ripulire” le serie meteorologiche da tutti i segnali di origine non climatica. La qualità di questa banca dati, ha garantito una ricostruzione attendibile della variabilità e delle variazioni climatiche avvenute in Italia negli ultimi 200 anni. I risultati sono pubblicati sulle più qualificate riviste internazionali del settore.


Su questa base, nell’ambito di un progetto europeo (ALP-IMP), è stato dato un contribuito importante alla realizzazione di una banca dati di circa 250 stazioni, distribuite su una vasta regione europea centrata sulle Alpi (questa regione viene denominata Greater Alpine Region e si estende da 4 a 19° E e da 43 a 49° N). Tra i database climatici regionali disponibili al mondo, questo può essere considerato il più attendibile e completo, sia per l’intervallo di tempo coperto (più di due secoli) sia per l’alta risoluzione spaziale di stazioni ultrasecolari. Anche per tutta questa vasta zona è stato così possibile ottenere una ricostruzione della variabilità del clima e delle variazioni climatiche per gli ultimi due secoli.


La banca dati nazionale ci ha permesso di realizzare un bollettino climatico con rapporti mensili, stagionali e annuali delle anomalie climatiche per l'Italia viste nel contesto di due secoli di variabilita' climatica. Il bollettino è aggiornato mensilmente e riporta le mappe con la situazione climatica dell’ultimo mese, dell’ultima stagione e dell’ultimo anno oltre ai grafici aggiornati delle medie stagionali ed annuali di temperatura (media, massima e minima) e di precipitazione dal 1800 ad oggi. I valori di temperatura e precipitazione sono espressi in anomalie rispetto alla media climatologia che, per convenzione, è calcolata sul periodo 1961-1990. Le temperature sono espresse in differenze, mentre le precipitazioni in percentuali. Nel sito www.isac.cnr.it/climstor si possono trovare le informazioni aggiornate.

Chi si collegherà durante il mese di marzo troverà le mappe climatologiche dell’ultimo mese (febbraio 2009),  dell’ultima stagione (inverno meteorologico che va dal 1 dicembre 2008 al 28 febbraio 2009) e dell’ultimo anno (anno meteorologico che va dal 1 dicembre 2007 al 30 novembre 2008). Troverà anche la loro posizione nella graduatoria degli ultimi 208 anni. In particolare leggerà che:

  • febbraio 2009 (ultimo mese) non si discosta molto dalla media sia per quanto riguarda le temperature (101° in graduatoria per le temperature più alte con una anomalia negativa di 0.5°C) che per quanto riguarda il totale delle precipitazioni (108° per le precipitazioni più abbondanti con una diminuzione percentuale del 17%);
  • inverno 2009 (ultima stagione) si colloca al 9° posto per quantità di precipitazione (59% superiore alla media climatologica) e al 53° posto nella graduatoria delle temperature più alte (+0,15 °C ).;
  • il 2008 (l’ultimo anno completo) si posiziona al settimo posto per le temperature più alte degli ultimi 208 anni (+1,02°C). Il record rimane al 2003. E’ invece perfettamente in media per la piovosità.
L’inverno 2009, pur con i mesi di dicembre 2008 e gennaio 2009 molto piovosi, rispettivamente al 6° e 17° posto per piovosità, non conquista alcuna medaglia perché ridimensionato da un anonimo febbraio Potrebbe essere di qualche interesse sapere che  gli inverni più piovosi di quello del 2009 si sono verificai tutti nella prima metà del  XIX secolo, tranne quello del 1951.
Una medaglia d’argento è invece conquistata dal periodo novembre 2008-gennaio 2009 che per il totale delle precipitazioni è il secondo più alto rispetto a quelli dei periodi corrispondenti degli ultimi 208 anni;  il primato al 1803.

Michele Brunetti, Teresa Nanni, Maurizio Maugeri

Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima - CNR – via Gobetti, 101 – 40129 Bologna
Ultima modifica il Mercoledì, 09 Settembre 2009 10:26
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