Prevenzione del tumore del colon-retto: la colonscopia come unica e vera alleata

Ospedale San Raffaele 15 Dic 2020
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Nel corso degli ultimi anni si è assistito a un aumento delle diagnosi di tumori del colon-retto, e allo stesso tempo di una diminuzione della mortalità, grazie alle campagne di screening e al miglioramento delle terapie. Sebbene non tutti i polipi si trasformino in tumori, tutte le neoplasie iniziano come polipi, è importante quindi sottoporsi alla colonscopia: un esame diagnostico invasivo che permette, in tempi brevi di esaminare direttamente la superficie intestinale e sue eventuali alterazioni. Grazie al Dott. Giorgio Bruno, Medico Chirurgo, specialista in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva presso il Poliambulatorio San Raffaele Termini e l’IRCCS San Raffaele Pisana di Roma, ne comprendiamo meglio il valore e l’utilizzo preventivo.

 Cosa si intende per polipi intestinali?

“Si tratta di escrescenze della mucosa del colon o del retto considerati precursori dei tumori dell’apparato digerente. Possiamo paragonarli ad alberi, come spiego solitamente ai pazienti, che un giorno non ci sono e il giorno dopo compaiono improvvisamente: si tratta di semi che iniziano ad essere visibili, endoscopicamente, a partire dai 2 millimetri e che pian piano, in modo molto lento, crescono fino a diventare delle neoplasie del colon.”

 Perché la prevenzione è importante?

“I polipi sono perlopiù asintomatici, quando uno di questi raggiunge determinate dimensioni, superiori al centimetro, può iniziare a dare segni attraverso piccoli sanguinamenti che potrebbero essere rilevati attraverso l’esame del sangue occulto. Si tratta comunque di un test poco specifico in quanto all’origine del sanguinamento potrebbero esserci tanti fattori diversi. La vera prevenzione si fa con la colonscopia, a partire dai 45/50 anni e ripetendo l’esame ogni 3/5 anni, così da riconoscere polipi appena nati e asportarli in modo semplice senza ricorrere ad atti operativi endoscopici più complessi e quindi più rischiosi. Si tratta comunque di neoplasie in forte aumento: attualmente sono al secondo posto per incidenza nelle donne, dopo la mammella e al terzo negli uomini, dopo prostata e polmoni.”

 Quali sono i fattori di rischio?

“Tra i principali fattori di rischio vi è un’alimentazione ricca di grassi saturi e povera di fibre, così come il fumo e la presenza di patologie infiammatorie croniche dell’intestino. Anche la familiarità gioca un ruolo molto importante: infatti laddove scopriamo lesioni polipoidi più voluminose o addirittura un cancro del colon, in soggetti al di sotto dei 50 anni, consigliamo sempre di far fare un esame endoscopico anche ai figli, già a partire dai 25/30 anni.”

 In cosa consiste la colonscopia?

“È una procedura attraverso la quale, con una sonda flessibile, esploriamo il colon. Già durante l’esame è possibile asportare piccoli polipi, laddove non comporti alcun rischio particolare per il paziente. In caso di polipi più grandi invece è preferibile fare delle biopsie e valutare con l’esame istologico come procedere. L’esame dura in media 10/15 minuti, preceduto dalla corretta preparazione intestinale: la possibilità di eseguire la colonscopia in sedazione, con gli anestesisti, e con l’uso di anidride carbonica, riassorbibile dai tessuti in pochi minuti, fa sì che il paziente non senta nulla e a termine procedura non abbia fastidi o dolori.”

Ultima modifica il Martedì, 15 Dicembre 2020 10:42
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