Decifrati i primi genomi del Sahara verde, risalenti a 7000 anni fa

Quando il più grande deserto del mondo era una terra fertile e ricca di vegetazione, i suoi abitanti erano pastori che discendevano da un gruppo genetico nordafricano a lungo isolato e poi estinto. Uno studio internazionale pubblicato su Nature, svela la storia genetica degli abitanti del Sahara centrale durante il periodo umido africano
Un team internazionale guidato da ricercatori della Missione archeologica nel Sahara della Sapienza Università di Roma e dal Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia, ha sequenziato i primi genomi antichi del cosiddetto “Sahara Verde”, un'epoca compresa tra 14.500 e 5.000 anni fa in cui il deserto del Sahara era una savana verde, ricca di specchi d’acqua che favorivano l'insediamento umano e la diffusione del pastoralismo.
FAS, arriva in Parlamento il Decreto Legge che riduce i limiti nelle acque potabili

FAS, arriva in Parlamento il Decreto Legge che riduce i limiti nelle acque potabili. Greenpeace: «Grazie alla mobilitazione della società civile finalmente il governo prende sul serio questo grave problema ambientale e sanitario»
È all’esame del Parlamento il Decreto Legge urgente, già approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 13 marzo, volto a ridurre i livelli consentiti di PFAS (composti poli e perfluoroalchilici) nelle acque potabili e a inserire limiti per il TFA (acido trifluoroacetico), la molecola della classe dei PFAS più abbondante sul pianeta e finora non sottoposta a restrizioni. Il decreto arriva in seguito alla diffusione nel gennaio scorso dell’indagine di Greenpeace Italia “Acque senza veleni”, che aveva mostrato una contaminazione diffusa nelle acque di tutte le Regioni italiane. Con il decreto legislativo 260, il governo Meloni prende finalmente atto che, come da tempo denuncia l’associazione ambientalista, in Italia esiste un problema PFAS di enorme portata che necessita di interventi normativi urgenti e non più rinviabili.
I benefici cardiovascolari dell'idrossitirosolo

Pubblicato da un team internazionale di ricercatori, tra cui Francesco Visioli del Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Padova, lo studio che dimostra come questo composto vegetale presente nell’olio extravergine di oliva aiuti a ridurre l’ossidazione del colesterolo LDL e prevenire malattie come l’aterosclerosi.
Un team internazionale di ricercatori dell’Università di Padova (Italia), dell’Istituto IMDEAAlimentacion (Madrid) e del CEBAS-CSIC (Murcia) ha pubblicato sulla rivista «Molecular Nutrition Food Research» uno studio in cui associa il consumo di idrossitirosolo, un composto vegetale presente nell’olio extravergine di oliva, a una riduzione dell’ossidazione del colesterolo LDL, noto anche come colesterolo “cattivo”.
La ricerca dimostra come determinati nutrienti o composti bioattivi presenti nella dieta influenzino l’epigenoma umano (che regola come i geni vengono attivati o disattivati in base a fattori ambientali, stili di vita e altre influenze esterne senza cambiare il codice genetico del DNA) e agiscano per prevenire varie malattie comuni come l’aterosclerosi. In particolare, lo studio fornisce nuove informazioni sugli effetti dell’idrossitirosolo, uno dei composti più attivi presenti nell’olio extravergine di oliva, che potrebbe agire nelle fasi iniziali dello sviluppo di queste patologie proteggendo dall’accumulo di grassi, colesterolo o altre sostanze nelle arterie.
University of Barcelona team develops a new compound with therapeutic potential against Alzheimer’s disease

Alzheimer’s disease, the most common cause of dementia, is currently incurable. The current drugs available have very limited efficacy and only in mild stages of the disease. A team from the University of Barcelona has developed a promising therapeutic candidate to treat this disease, which affects more than 800,000 people in Spain. According to a study published in the journal ACS Pharmacology & Translational Science, the new drug has been shown to have neuroprotective and anti-inflammatory effects in two murine models of the disease. The patent for the compound has been licensed to a pharmaceutical company to start the preclinical and clinical trials necessary for its approval.
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