Attestato il probabile uso di piante con effetti stupefacenti già in epoca preistorica

Pubblicato su Scientific Reports, lo studio su un sito sommerso nel lago di Bracciano
Un falcetto per tagliare il grano proveniente da La Marmotta, un sito sommerso nel lago Bracciano, testimonia il probabile uso di piante con effetti stupefacenti già in epoca preistorica. La notizia arriva da uno studio pubblicato su Scientific Reports e grazie ad un progetto diretto da ricercatori dell’Università di Pisa, del Museo delle Civiltà di Roma e della Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma.
L’analisi ha riguardato tre falcetti eccezionalmente conservati e completi di denti in selce e di mastice utilizzato per fissare le lame. Dall’esame è risultato che i manici erano fatti in legno di quercia e di una pianta della famiglia Maloideae (probabilmente un albero da frutto), mentre per il mastice è stata usata resina di pino mescolata con polvere di carbone. Lo studio delle usure presenti sui denti in selce ha poi confermato che gli strumenti furono principalmente usati per tagliare grano domestico, probabilmente raso suolo, per poter raccogliere l’interezza della paglia.
Gli uccelli stanno cambiando le proprie abitudini in risposta al cambiamento climatico

Uno studio dell’Università degli Studi di Milano ha analizzato il comportamento di oltre 650 specie di uccelli a livello mondiale, dal 1811 al 2018, evidenziando che le caratteristiche ecologiche e biologiche degli animali possono influenzare fortemente il modo in cui le specie stanno rispondendo agli effetti del cambiamento climatico. La ricerca è stata pubblicata su Ecological Monographs Milano, 27 settembre 2022 – A causa del cambiamento climatico, la migrazione primaverile degli uccelli verso i siti di nidificazione e la loro riproduzione sono anticipate di circa 2-3 giorni ogni decennio, a partire dal 1811. E le specie che tendono ad anticipare maggiormente le loro attività sono quelle residenti e i migratori parziali, quelle che hanno una dieta generalista, si nutrono di piante, e si trovano nell’emisfero boreale, a latitudini più elevate, proprio dove le temperature sono aumentate con maggiore intensità.
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