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Lunedì, 20 Settembre 2021



In contrast to intramuscular vaccines, only nasal vaccines are able to block the virus in the nose by inducing local immunity in the nasal mucosa, i.e. the portal of entry and multiplication of the virus. The vaccine candidate, developed by the BioMAP team[1], would take position as the eighth nasal vaccine currently starting clinical testing in the world, and the only one based on viral proteins in France.

This technology for nasal vaccine has already proven to be an efficient barrier against toxoplasmosis infection in primates


This SARS-CoV-2 protein vaccine candidate builds on the BioMap team's expertise in mucosal vaccine design. In partnership with the biotech company Vaxinano, the team has already successfully developed an effective candidate vaccine to protect monkeys from toxoplasmosis. This stable, non-toxic and adjuvant-free nasal vaccine is based on a total protein extract from Toxoplasma gondii the infectious agent being produced by the team and further encapsulated in starch and lipid-based nanoparticles (Vaxinano technology). The SARS-CoV-2 nasal vaccine candidate is based on similar technology.

In a similar strategy, the SARS-CoV-2 vaccine protein component was designed and produced by the team, and then encapsulated by Vaxinano. The vaccine, consisting of the Spike protein with other viral proteins that are not prone to mutations, would protect vaccinated individuals regardless of the mutated circulating coronavirus variant strains.

Pubblicato in Scienceonline

 

Politecnico di Milano partner dello studio pubblicato su Nature Photonics.
I ricercatori del progetto Graphene Flagship hanno dimostrato per la prima volta una rivoluzionaria proprietà dei materiali bidimensionali: la possibilità di realizzare interruttori ottici ultraveloci, in grado di accendere e spegnere fasci luminosi a velocità prima inimmaginabili. Lo studio è stato pubblicato il 9 settembre 2021 sulla rivista Nature Photonics.
A partire dalla scoperta del grafene, il materiale più sottile esistente perché ha lo spessore di un solo strato di atomi, sono stati introdotti numerosi materiali cosiddetti bidimensionali, anch’essi di spessore atomico, che mostrano straordinarie proprietà fisiche e consentono la realizzazione di nuove tecnologie. I ricercatori della Friedrich Schiller University Jena, in collaborazione con il Politecnico di Milano, hanno mostrato che un semiconduttore bidimensionale, il MOS2, ha la capacità di generare luce alla seconda armonica con efficienza controllata otticamente.

Pubblicato in Tecnologia
Lunedì, 20 Settembre 2021 08:08

IL DELTA DEL MEKONG SPROFONDA

 

Pubblicata sulla rivista scientifica statunitense «PNAS» la ricerca Strategic basin and delta planning increases the resilience of the Mekong Delta under future uncertainty che evidenzia il rischio per il delta del Mekong di finire sotto il livello del mare entro il 2100
Il delta del Mekong, nel sud del Vietnam, è popolato da circa 21 milioni di persone e costituisce una risorsa di importanza globale: il fiume Mekong, infatti, è il settimo al mondo per lunghezza, il dodicesimo per portata e il corso d'acqua più lungo dell’Indocina con circa 4.880 km, uno dei maggiori dell’Asia.


Un team internazionale di ricercatori, tra cui Simone Bizzi del Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova, ha osservato che a causa dell’innalzamento del livello dei mari, della subsidenza incentivata da un utilizzo non sostenibile delle acque sotterranee e del ridotto apporto di sedimenti fluviali al delta dovuto alla costruzione di numerose dighe per lo sviluppo di energia idroelettrica, una percentuale variabile dal 23% fino al 90% del delta del Mekong rischia di finire sotto il livello del mare entro il 2100. Questa grande incertezza è dovuta alla complessità di comprendere il funzionamento del sistema nella sua totalità: infatti, i processi del bacino fluviale a monte interagiscono con processi del delta e costieri. Lo studio integra modelli matematici di diversi componenti del sistema – trasporto solido fluviale, subsidenza, scenari climatici e innalzamento del livello del mare – e dimostra come, a causa del forte impatto antropico, la sopravvivenza stessa del delta sia a rischio.

Pubblicato in Medicina

 

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