Microbi potrebbero avere scolpito la superficie di Marte

Università di Genova 06 Lug 2020
127 volte

 

Un nuovo studio a revisione paritaria rivela che queste strutture marziane potrebbero essere tane fossili.

 

 

La superficie di Marte potrebbe essere stata scolpita da microbi, possibili autori di enigmatiche strutture a bastoncino osservate nel Cratere Gale. Questa conclusione rivoluzionaria è stata raggiunta da una squadra multidisciplinare di scienziati guidata da Andrea Baucon, paleontologo dell'Università di Genova.

Lo studio è stato pubblicato su Geosciences, un’importante rivista internazionale a revisione paritaria. Esso combina i dati dal rover Curiosity della NASA, una revisione della letteratura scientifica esistente e sofisticate tecniche di analisi d’immagine per capire l’origine delle strutture marziane a bastoncino.


Le strutture marziane appaiono come altorilievi di dimensioni comparabili a quelle del filo interdentale. Nel nuovo studio, gli scienziati dimostrano che la loro forma è unica tra le strutture geologiche marziane e che le tane fossili (icnofossili) sono tra i migliori analoghi terrestri di queste strutture uniche. Sulla Terra, strutture simili vengono attribuite non solo ad anellidi macroscopici, ma anche all’attività di cellule ameboidi microscopiche aggregantisi in una massa macroscopica (funghi mucillaginosi).


Non è solo la forma a rendere speciali le strutture marziane
Infatti, sono state osservate nel Cratere Gale, che ospitò – più di 3 miliardi di anni fa – un antico lago. Studi precedenti hanno riconosciuto che questo ambiente marziano è stato abitabile per milioni di anni, ossia le sue condizioni fisico-chimiche erano adatte alla vita. Conseguentemente, le strutture marziane non solo hanno una forma compatibile con la biologia, ma sono anche associate a depositi lacustri formatisi quando l’ambiente era adatto alla vita. In altre parole, le strutture a bastoncino sono legate al posto ed al momento giusto per la vita marziana.

 

Gli scienziati hanno scoperto la prima evidenza di vita extraterrestre?
Nonostante la schiacciante linea di evidenza, gli autori dello studio sono estremamente cautelativi a proposito. I dati disponibili non possono falsificare due spiegazioni non-biologiche per le strutture, ossia che si tratti di cristalli o riempimenti di fratture. Queste ipotesi sono state proposte informalmente da scienziati della NASA attraverso blog, laddove le strutture sono state un fenomeno virale su internet per la loro particolare morfologia. Il nuovo studio apre nuovamente l’acceso dibattito su queste enigmatiche strutture marziane, spalancando le porte ad una nuova frontiera nella ricerca astrobiologica.


Studio scientifico di riferimento
Andrea Baucon, Carlos Neto de Carvalho, Fabrizio Felletti and Roberto Cabella (2020). Ichnofossils, Cracks or Crystals? A Test for Biogenicity of Stick-Like Structures from Vera Rubin Ridge, Mars. Geosciences 2020, 10(2), 39; https://www.mdpi.com/2076-3263/10/2/39

 

Vota questo articolo
(0 Voti)

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

 

Scienzaonline con sottotitolo Sciencenew  - Periodico
Autorizzazioni del Tribunale di Roma – diffusioni:
telematica quotidiana 229/2006 del 08/06/2006
mensile per mezzo stampa 293/2003 del 07/07/2003
Scienceonline, Autorizzazione del Tribunale di Roma 228/2006 del 29/05/06
Pubblicato a Roma – Via A. De Viti de Marco, 50 – Direttore Responsabile Guido Donati

Photo Gallery