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Giugno 2020

Formazione di addotti a partire da EGCG e altri polifenoli con la molecola tossica MGO. Riquadro in basso: specie tossiche presenti nell’aerosol di una e-cig.

 

 

 

La loro aggiunta al liquido delle e-cig permette di ridurre fino al 99.6% la concentrazione di molecole tossiche come la formaldeide, prodotte dalla degradazione di glicerolo e glicole propilenico. La ricerca, che prende spunto da analoghi studi nel campo della chimica degli alimenti, è stata condotta da ricercatori dell’Istituto per il sistema produzione animale in ambiente mediterraneo del Cnr, in collaborazione con le Università britanniche di Abertay, St Andrews e Nottingham pubblicata su RSC Advances

L’utilizzo di sigarette elettroniche (e-cig) costituisce un dibattuto problema di salute pubblica perché, ad oggi, manca una completa valutazione del rischio: nonostante contengano sostanze tossiche e cancerogene in minor quantità e concentrazione rispetto al fumo di tabacco, i dati disponibili nel breve intervallo temporale dalla recente introduzione di questi dispositivi dimostrano come il fumo da e-cig contenga molecole tossiche derivanti dalla degradazione termica degli additivi presenti nei liquidi di alimentazione, il glicole propilenico e il glicerolo, benché in quantità minori rispetto alle sigarette convenzionali.

La possibilità di modificare la composizione di tale liquido per ridurne la tossicità è una via finora poco esplorata. I ricercatori del Laboratorio di proteomica e spettrometria di massa dell’Istituto per il sistema produzione animale in ambiente mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ispaam), insieme ai colleghi delle Università britanniche di Abertay, St Andrews e Nottingham, hanno utilizzato i polifenoli, molecole organiche naturali costituite da uno o più anelli aromatici (fenoli), per limitare e controllare la formazione di formaldeide, acetaldeide e altri carbonili, sostanze tossiche per le cellule del cavo orale, bronco-alveolare e/o polmonari. Lo studio è stato pubblicato su RSC Advances.

Pubblicato in Medicina

Soy plants produce glyceollins in response to pathogen attack such as fungi, bacteria or UV irradiation, in order to maintain their health. 


Phytoalexins are bioactive phytochemicals that have attracted much attention in recent years due to their health-promoting effects in humans and their vital role in plant health. Chemists at TU Dresden have now developed a new and very efficient synthesis for these substances. With the new method, they are paving the way for a simpler production of phytoalexins and thus for large-scale investigations into their effects, especially with regard to their positive influence in the fight against cancer.

Through a balanced diet, we consume larger quantities of phytoalexins every day - in a natural and healthy way. Phytoalexins (gr. phytos = plant, alekein = "repel") are phytochemicals that plants produce as an immune response to certain stimuli in order to maintain their own health. Numerous scientific studies have already shown that these bioactive natural products also have a health-promoting effect on humans. However, in order to investigate the mechanisms of action in detail, it is important to obtain the individual phytoalexins simply, which has so far been done with little efficiency and using toxic substances.

Pubblicato in Scienceonline




Il WWF Italia ha lanciato una petizione sulla piattaforma Change.org, per chiedere al presidente della Provincia Autonoma di Trento di ritirare l’ordinanza di abbattimento per l’orso in Trentino. Augurando una pronta guarigione ai due uomini coinvolti nell'incidente, che, nonostante la paura, si sono espressi contro l’abbattimento, per il WWF sono infatti molti i motivi per cui l’ordinanza di Fugatti è fuori luogo.

Il testo della petizione


Il presidente della provincia di Trento ha firmato un’ordinanza che condanna a morte un altro orso. Incredibilmente questa condanna è stata emessa senza un “processo” visto che ancora non sono chiare le dinamiche che hanno portato l’orso a ferire due persone (erano presenti cuccioli?).

Non è il primo orso che viene condannato a morte in Trentino. Per questo vanno fermati gli abbattimenti “automatici” di tutti gli orsi coinvolti in incontri ravvicinati o incidenti, modificando il testo del Piano D’Azione per la Conservazione dell’Orso sulle Alpi (PACOBACE), che prevede la possibilità di abbattimento anche in caso di orsi che hanno semplicemente fatto ciò che la natura gli ha insegnato.

La montagna è la casa degli orsi, con cui si può convivere conoscendo e seguendo semplici regole, come restare sui sentieri, parlare a voce alta, tenere il proprio cane al guinzaglio, non avvicinarsi alla fauna selvatica, restare fermi e non colpire gli animali in caso dei rari incontri ravvicinati.

Pubblicato in Ambiente


Gli interferoni di tipo tre, proteine prodotte durante la risposta immunitaria a virus come quello dell’influenza o Sars-Cov-2, possono provocare danni a livello polmonare: la possibilità di somministrarli ai pazienti affetti da Covid-19, suggerita da alcuni recenti sperimentazioni cliniche, deve essere, pertanto, valutata con grande attenzione e cautela.

A questa conclusione giunge lo studio “Type III interferons disrupt the lung epithelial barrier upon viral recognition”, appena pubblicato su Science (DOI: https://doi.org/10.1126/science.abc3545), nato dalla collaborazione internazionale tra il Professor Ivan Zanoni e la Dottoressa Benedetta Sposito dell’Università degli studi di Milano-Bicocca, i Dottori Achille Broggi e Sreya Ghosh della Harvard Medical School, l’Ospedale San Raffaele e il centro di Ricerca Humanitas di Milano.

I ricercatori hanno analizzato i meccanismi di funzionamento degli interferoni, proteine capaci di “interferire” con la replicazione dei virus. Il nostro organismo ne produce di diversi tipi, definiti interferoni di tipo uno, due o tre, a seconda della famiglia di appartenenza. Quando un virus delle vie respiratorie, come il SARS-CoV-2, infetta il nostro organismo, alcuni di questi interferoni vengono prodotti per combatterlo.

Pubblicato in Medicina

 

Dal 17 dicembre Roma Capitale celebra il mito di uno dei maestri assoluti del cinema italiano con una mostra concepita e realizzata da La Cinémathèque Française e Cineteca di Bologna.
17 dicembre 2019 – 3 maggio 2020
Museo dell’Ara Pacis – Roma

 

C’era una volta Sergio Leone: è il titolo evocativo della grande mostra all’Ara Pacis, in programma fino al 3 maggio 2020, con cui Roma celebra, a 30 anni dalla morte e a 90 dalla sua nascita, uno dei miti assoluti del cinema italiano.
Promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, l’esposizione arriva in Italia dopo il successo dello scorso anno alla Cinémathèque Française di Parigi, istituzione co-produttrice dell’allestimento romano insieme alla Fondazione Cineteca di Bologna. La mostra è realizzata con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, in collaborazione con Istituto Luce – Cinecittà, Ministère de la culture (Francia), CNC – Centre national du cinéma et de l’image animée, SIAE e grazie a Rai Teche, Leone Film Group, Unidis Jolly Film, Unione Sanitaria Internazionale, Romana Gruppi Elettrogeni Cinematografici. Digital Imaging Partner: Canon. Sponsor tecnici: Italiana Assicurazioni, Hotel Eden Roma, Bonaveri. L’ideazione è di Equa di Camilla Morabito e il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura.

Pubblicato in Eventi
Mercoledì, 24 Giugno 2020 08:00

Blood vessels can make you fat, and yet fit

 

Figure 1 Expression of fatty acid transporters in blood vessels. Fatty acid transporters (CD36; blue) in blood vessels (green), whose overlapping shown in yellow green, transverse around fat cells (red) under the skin.



Can obesity define health? It is a question for much debate. Still, obesity is generally classified into metabolically healthy obesity (MHO) and an unhealthy version of obesity. As we grow older, we tend to put on excess fat more around the waist than the hips and legs with aging, becoming more "apple-shaped" than "pear-shaped" and also at a greater risk of metabolic syndrome. As fat accumulates around our abdominal organs, instead of under the skin where most of our body fat usually sits, this visceral fat releases fatty acids and inflammatory substances directly into the liver, causing toxicity and insulin resistance. People with MHO, meanwhile are characterized by favorable health parameters, including high insulin sensitivity, no signs of hypertension, and less inflammation, and a healthier immune system.

Pubblicato in Scienceonline


Global endeavours to fight the Covid-19 pandemic heavily rely on accurate, fast and frequent tests for the coronavirus SARS-CoV-2 – “test, test, test”, as the World Health Organization (WHO) has bluntly put it. Around the globe, the prevailing approach to diagnose acute infections is based on real-time qPCR, a method that amplifies and detects viral nucleic acid molecules in samples obtained from nose and throat swabs. However, qPCR requires sophisticated and expensive equipment and specialist staff to operate it – crucial drawbacks for example in remote or low-resource settings.

Scientists from the Vienna BioCenter and collaborators have now pushed an established nucleic acid detection assay to a new level. The so-called “Loop-mediated isothermal amplification (RT-LAMP)”, first developed twenty years ago, is cheap, simple and quick – features that make it in principle an ideal alternative for routine SARS-CoV-2 detection. However, limited sensitivity and robustness have so far held back RT-LAMP-based assays from entering the center stage for SARS-CoV-2 diagnostics. The improvements introduced by the Viennese team overcome these challenges and make RT-LAMP a potential game-changer for population-scale screening approaches, especially in economically disadvantaged countries.

Pubblicato in Scienceonline

 

 

Le prove in un recente studio su piccoli invertebrati del polo sud.


"Vi sono prove che le microplastiche abbiano raggiunto le regioni più remote del pianeta". Così si apre l'articolo pubblicato sulla rivista scientifica Royal Society Biology Letters del team di ricerca coordinato da Elisa Bergami e Ilaria Corsi dell'Università di Siena, che ha dato la prima evidenza di contaminazione da microplastiche in animali terrestri antartici.

Prima di questa osservazione "vi erano ancora dubbi sulla presenza della plastica nelle reti alimentari terrestri antartiche" – continuano gli autori dello studio. Per trovare una risposta, i ricercatori hanno mosso i primi passi da un pezzo di polistirolo ritrovato nel 2016 sulle coste dell'isola antartica di re Giorgio (Shetland del Sud), ricoperto di alghe, muschi e licheni. A nutrirsi di questa microflora è un piccolo invertebrato lungo un paio di millimetri, il Cryptopygus antarcticus (del gruppo dei Collemboli, componente centrale della catena alimentare del suolo in tutte le aree del pianeta). Le analisi sugli esemplari di Collemboli rinvenuti sul materiale plastico – effettuate con la tecnologia di imaging con spettroscopia infrarossa presso Elettra Sincrotrone Trieste, struttura partner di CERIC-ERIC – hanno permesso di identificare la presenza di tracce di polistirolo nell'intestino di questi organismi superando le limitazioni attuali per l'analisi di microinvertebrati del suolo.

Pubblicato in Ambiente
Martedì, 23 Giugno 2020 14:57

New vision for the blind


Körber European Science Prize 2020 goes to Botond Roska

 

Hamburg, 23 June 2020: The Körber Prize for European Science 2020, which is endowed with one million euros, is being awarded to the Hungarian physician Botond Roska. Roska has revolutionised ophthalmology with his work and is one of the world's leading experts in the study of vision and the retina. He has set himself the goal of restoring sight to the blind.

Most eye diseases are caused by hereditary or age-related defects in the retina. Roska and his colleagues have carried out pioneering work to identify the approximately one hundred different cell types in the retina and their complex interplay in signal processing. They have been able to attribute numerous retinal diseases to genetic defects in individual cells. The scientist is now working on making these fundamental insights beneficial for patients and using gene therapies to alleviate or cure their diseases. Roska achieved a genuine breakthrough when he reprogrammed a cell type in the eye, enabling it to take over the function of defective light receptor cells. He was thus able to make blind retinas light-sensitive again – and clinical trials with blind people have already begun.

Pubblicato in Scienceonline



Farmers in parts of Asia are spraying antibiotics deemed “critical” for humanmedicineon rice crops, raising fears they may be fuelling antibiotic resistance, say researchers.

A 32-country survey of agricultural advisers found that many are prescribing the common human antibiotics streptomycin and tetracycline for insect infestations, fungal diseases and as general protection, as well as for bacterial infections. In some years, nearly ten per cent of the management recommendations for rice in one region contained an antibiotic, found the study, published today in the newly-launched journal CABI Agriculture and Bioscience.

The usage is “alarmingly high” according to Phil Taylor, co-author of the research and training manager for the global plant clinic network,Plantwise. “They use it like a general tonic almost,” he says. “These data appear to indicate that the use of antibiotics in crop production is more extensive than most of the literature would suggest,” Taylor and co-author, Rob Reeder, write.

Streptomycin is deemed “critically important” for human medicine by the World Health Organization (WHO); while tetracyclines are “highly important”.

Pubblicato in Scienceonline

 

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