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Coronavirus: fumatori più a rischio

Comunicato LILT ( Lega Italiana per la lotta contro i tumori) 01 Giu 2020
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Il fumo di sigaretta è il più rilevante fattore di rischio per quanto riguarda i tumori e molte altre patologie, come le infezioni respiratorie. Come dimostrato da studi scientifici condotti recentemente in Cina e come riporta l’Istituto Superiore di Sanità nel suo comunicato stampa i fumatori risultano più a rischio in caso di infezione da COVID-19.

È stata stimata per loro una probabilità di almeno 3 volte superiore a quella dei non fumatori di sviluppare una polmonite severa ma non solo, il rischio di aver bisogno della terapia intensiva e della ventilazione meccanica è doppio rispetto a chi non ha mai fumato.


COVID-19 E FUMATORI


Fumare altera la funzionalità polmonare e rende più difficile al corpo combattere contro le infezioni. Il consumo di tabacco è nocivo per tutto l’organismo, soprattutto a livello respiratorio e cardiovascolare. Malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione, malattie respiratorie croniche, cancro sono alcune delle conseguenze legate all’uso di tabacco. Queste condizioni rendono più vulnerabili al virus, ma non solo, predispongono anche a sviluppare sintomi più severi, andando anche incontro alla morte. L’impatto della malattia sui fumatori risulta quindi più alto rispetto a chi non fuma. Una volta che il fumatore contrae la malattia va incontro a un rischio maggiore di sviluppare complicanze e aver bisogno della terapia intensiva, vista la salute dei polmoni già compromessa.

Il virus che causa l’infezione (SARS-Cov-2) appartiene alla stessa famiglia di MERS-Cov e SARS-Cov, entrambi associati a complicanze a livello cardiovascolare, oltre che respiratorio. Questa correlazione risulta molto importante poiché l’infezione da Covid-19 può avere effetti anche sulle malattie cardiovascolari preesistenti, aggravandole. I fumatori con malattie cardiovascolari che contraggono la malattia risultano quindi ancora più vulnerabili.


Covid-19 e Nicotina

Non solo tabacco, anche le diverse sostanze contenute nelle sigarette sono state oggetto di studi riguardanti la correlazione con l’infezione da Covid-19. La nicotina, che influenza sistema cardiovascolare e nervoso e induce dipendenza, è stata oggetto di dibattito, a causa di uno studio osservazionale francese che ha ipotizzato potesse avere un effetto positivo contro la malattia. Studi approfonditi sono ancora in corso, recenti pubblicazioni riportano risultati differenti, evidenziando quanto la nicotina abbia conseguenze dirette sull’organismo favorendo la diffusione del virus.

 
I fumatori presentano un rischio superiore di contrarre infezioni e malattie respiratorie rispetto ai non fumatori, ma non solo, hanno anche probabilità maggiori di sviluppare complicanze, fra loro è stato rilevato anche un incremento della mortalità.

Questa suscettibilità a sviluppare infezioni dipende da molti fattori, è principalmente legato all’alterazione strutturale provocata dall’utilizzo del tabacco e alle difese immunitarie dell’individuo.

Alterazioni strutturali: il fumo di tabacco, così come i numerosi componenti presenti nella sigaretta, produce dei cambiamenti strutturali a livello delle vie respiratorie, modificando la permeabilità delle mucose e portando alla distruzione dell’epitelio respiratorio, che ha proprio la funzione di protezione, favorendo le infiammazioni.

Sistema immunitario: fumare indebolisce la funzione di difesa delle cellule immunitarie con effetto negativo sulla produzione di anticorpi. Intacca le difese di gola e bronchi facilitando le infezioni da virus e batteri. Il rischio di sviluppare infezioni è doppio rispetto ai non fumatori.


NON SOLO POLMONI, UN RISCHIO PER TUTTO L’ORGANISMO


Il fumo rappresenta più rilavante fattore di rischio per il tumore del polmone, l’85-90% di tutti i carcinomi polmonari è attribuibile ad esso. Anche l’esposizione al fumo passivo aumenta il rischio di sviluppare la neoplasia. Aumenta anche il rischio di sviluppare tumori della vescica, del fegato, della laringe, dell'esofago e del pancreas.

Essere fumatori predispone anche allo sviluppo di malattie cardiovascolari. Non solo il tabacco, tutte le sostanze presenti in una sigaretta sono nocive.

In una sigaretta, oltre al tabacco ci sono diverse sostanze: il catrame, la nicotina, il monossido di carbonio e diversi agenti ossidanti, sostanze irritanti che causano infiammazione a livello bronchiale.

Il catrame contiene sostanze cancerogene che si depositano nei polmoni e nelle vie respiratorie, e sostanze irritanti che favoriscono le infezioni e lo sviluppo di malattie croniche respiratorie.

La nicotina porta ad un significativo aumento di frequenza cardiaca e pressione arteriosa, il monossido di carbonio riduce l’ossidazione dei tessutisi sostituendosi all’ossigeno trasportato dai globuli rossi. Insieme, queste due sostanze, danneggiano la parete delle arterie, aumentando il rischio di occlusione. Il fumo accelera anche l’invecchiamento della pelle e, se protratto a lungo, aumenta anche il rischio di declino mentale.

SMETTERE DI FUMARE


Il fumo di tabacco causa nel mondo più di 8 milioni di morti l’anno, fa più vittime di AIDS, malaria e tubercolosi combinate insieme. È il più rilevante fattore di rischio per il tumore del polmone: ad esso è attribuibile l’85-90% di tutti i tumori polmonari.

In Italia ci sono 11,6 milioni di fumatori, dei quali circa 7 milioni uomini e 4,5 milioni donne. Rappresentano il 22% della popolazione con età superiore ai 15 anni. È un problema che riguarda anche i giovanissimi, si inizia presto, tra i 10 e i 13 anni. Nel nostro Paese 1 giovane su 5 lo fa abitualmente, sono soprattutto le ragazze ad essere fumatrici abituali.

Sono tanti i benefici che si possono ottenere scegliendo di smettere, alcuni sono già visibili nei primi 20 minuti o nelle prime settimane:

20 minuti: battito cardiaco e pressione arteriosa migliorano
12 ore: il livello di monossido di carbonio nel sangue si normalizza.
2-12 settimane: migliorano circolazione sanguigna e funzionalità polmonare
1 anno: il rischio di sviluppare problemi cardiaci è pari alla metà del rischio di un fumatore
10 anni: diminuisce sensibilmente la probabilità di sviluppare un tumore ai polmoni, cavo orale, esofago, vescica e cervice.
15 anni: il rischio di sviluppare problemi cardiaci è equivalente a quello di chi non ha mai fumato.

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