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Mercoledì, 01 Giugno 2022

 

Uno studio internazionale, che si è avvalso del contributo di un chimico farmaceutico attualmente afferente all’Università Statale di Milano, mira a sviluppare una nuova generazione di impianti cocleari attivabili con la luce, superando gli attuali limiti degli impianti elettrici, che non consentono di apprezzare la musica o risentono di rumori di fondo.
Per la prima volta è stata sviluppata una strategia fotofarmacologica per attivare i neuroni uditivi: lo studio, condotto in vitro e in vivo, apre la strada a nuove sperimentazioni. Attualmente, circa 1 milione di persone in tutto il mondo utilizzano un impianto cocleare, ovvero un dispositivo impiantato chirurgicamente con lo scopo di ripristinare la percezione del suono in soggetti affetti da perdita dell'udito profonda o da sordità. I microfoni all'esterno del dispositivo convertono il suono in segnali elettrici che poi stimolano direttamente il nervo uditivo nella coclea, la struttura dell'orecchio interno che trasforma i suoni in messaggi nervosi e li invia al cervello, che a sua volta ne codifica la percezione. Sebbene gli impianti cocleari abbiano avuto grande successo nel permettere un recupero della comprensione del parlato in situazioni di silenzio, la loro risoluzione spettrale, ovvero la loro capacità di distinguere onde sonore con frequenze diverse, è limitata, e non consente di apprezzare la musica o di seguire conversazioni in presenza di rumore.

Pubblicato in Medicina


Sapienza nel team di ricerca che ha condotto lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Machine Intelligence, che migliorerà l’interazione fisica in sicurezza delle macchine con ambiente e persone
Sapienza è nel team di ricerca che ha condotto uno studio sul funzionamento di una innovativa pelle artificiale sensorizzata sui robot collaborativi che emula una famiglia di corpuscoli della pelle umana. La ricerca, che coinvolge Eduardo Palermo del Dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale della Sapienza ed è coordinata dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia, le Università Campus Bio-Medico di Roma e Ca’ Foscari Venezia, e con il centro di competenza ARTES 4.0, è pubblicata sulla rivista scientifica internazionale Nature Machine Intelligence.

Pubblicato in Tecnologia


Photo: Charlee Tolin

 


Leopard geckos are a very popular pet and companion in the reptile hobby. They are widely known as one of the best starter geckos, their care easy and diet even easier. There are many reputable stores to buy these lizards from, whether in person or online. Because of their popularity, there are many interesting morphs of these animals, some of them pricing up to $1000 due to the rarity of the breed. They are a desert lizard, living in the highlands and rocky outcrops of Asia. These geckos are of course in the order Squamata, but they are assigned to the family Eublepharidae. Unlike the majority of geckos, they have movable eyelids, and they can not climb up smooth surfaces due to their lack of toe pads. Obviously they should never be collected in their environment but should only be purchased from legal farms.

THE DIET OF E. MACULARIUS
Leopard geckos are insectivores, their diet needing a healthy balance of proteins and calcium. Their food necessities are easy to find, as well as easy to breed. You can buy and find these bugs
at any pet store. Mealworms are a staple of their diet, a very easy insect to find, care for, and breed.
They can live in a substrate of oatmeals and cereal bits added in with some cricket food or any type of fruits for some hydration. They are the larvae of darkling beetles, which is a type of beetle that these geckos can also eat, as long as the insects are at most the size of their head. There are many alternate worms that leopard gecko owners feed their pets, including calci worms. They have high levels of calcium, being a great add on to your pets diet every once in a while. Leopard geckos with a lack of calcium can end up having a bone disease called MBD, which is why feeding calci worms or dusting their food with calcium powder is very important.

Pubblicato in Science Young


 

Lo studio, effettuato da un team italo-irlandese guidato da Valentina Rossi (University College Cork, Irlanda) e da Giorgio Carnevale di UniTo.

Lo studio, effettuato da un team italo-irlandese guidato da Valentina Rossi della University College Cork, Irlanda e da Giorgio Carnevale dell’Università di Torino, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica “Palaeontology”.

Pubblicato in Paleontologia


Permette alle persone affette da questi disturbi di eseguire da casa e in autonomia una serie di attività basate sul protocollo di terapia cognitivo-comunicativa “Cognitive Activation Therapy”
Grazie a un finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova, il Centro regionale per l’invecchiamento cerebrale (Cric) dell’Azienda Ospedaliera dell’Università di Padova, con la collaborazione del Dipartimento di Ingegneria dell’informazione (Dei) ha realizzato "Informa", una piattaforma telematica multi-tecnologica per la stimolazione e la riabilitazione cognitiva di persone con disturbo neurocognitivo, come, ad esempio, l’Alzheimer. L’obiettivo del progetto è permettere alle persone affette da questi disturbi di eseguire da casa e in autonomia una serie di attività basate sul protocollo di terapia cognitivo-comunicativa “Cognitive Activation Therapy” (Cat), sviluppato a partire dal 2001 da Cric, la cui efficacia è stata dimostrata su un campione di più di 240 pazienti e i cui risultato sono stati oggetto di pubblicazione.

Pubblicato in Medicina

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