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Uno studio condotto dall’Istituto di biologia e patologia molecolari del Cnr approfondisce il processo a cascata alla base dell’invasione metastatica del carcinoma ovarico e della formazione di invadopodi, dimostrando il coinvolgimento del recettore dell’endotelina e della β-arrestina1. Il lavoro, pubblicato su Cell Reports, è stato realizzato con il sostegno di AIRC in collaborazione con gruppi di ricerca di Istituto Regina Elena di Roma, Istituto Superiore di Sanità e Campus Biomedico di Roma.


Nelle pazienti con carcinoma ovarico avanzato, le cellule tumorali mostrano una propensione a formare metastasi in alcuni organi intraperitoneali – in particolare l’omento – inizialmente aderendo e attraversando le cellule mesoteliali e, successivamente, invadendo e colonizzando nuovi tessuti. Identificare i potenziali nodi di vulnerabilità nelle interazioni tra le proteine coinvolte in questi processi è fondamentale non solo per capire come le cellule tumorali diventano più aggressive, ma anche per identificare possibili bersagli molecolari al fine di bloccare il processo metastatico. I risultati pubblicati sulla rivista Cell Reports di uno studio del gruppo di ricerca diretto da Laura Rosanò, dell’Istituto di biologia e patologia molecolari del Consiglio nazionale delle ricerche (CnrIbpm) di Roma, fanno un importante passo in questa direzione.

Pubblicato in Medicina

 

1 su 2 colpita nella vita dalla malattia. Gruppo AGILE e Federfarma Servizi insieme per promuovere incontri rivolti a medici di famiglia, farmacisti e urologi. Le indicazioni per le pazienti: bere tanta acqua, no a detergenti aggressivi, meno antibiotici, più D-mannosio ad alte dosi e occhio al microbiota intestinale.

Roma, 25 marzo 2021 – Bere almeno due litri di acqua al giorno, evitare l’uso di detergenti vaginali aggressivi, non usare ove possibile gli antibiotici, prevenire recidive con il D-mannosio ad alte dosi e aver cura del microbiota intestinale, integrandolo con fibre e fermenti lattici. Queste le cinque regole d’oro per la donna che vuole liberarsi della cistite, un problema che ne affligge una su due almeno una volta nella vita. Una patologia da una parte trattata troppo spesso con antibiotici e dall’altra vittima del “fai da te”. Da qui nasce il progetto “Cistite, una gestione agile” dedicato dal gruppo di urologi AGILE (Italian group for advanced laparo-endoscopic and robotic urologic surgery) e Federfarma Servizi alla qualità di vita delle donne. “Abbiamo voluto promuovere questa campagna – dichiara il coordinatore Luca Cindolo, responsabile dell’Urologia della Clinica Villa Stuart di Roma – per creare consapevolezza su una gestione della malattia che si ponga come salubre alternativa all’uso, e troppo spesso all’abuso, di antibiotici. Migliaia di medici di famiglia, urologi e farmacisti saranno coinvolti, in modalità interattiva, su casi clinici dedicati ai temi dell’antibiotico-resistenza, del trattamento e della prevenzione di questa patologia e infine sull’importanza del microbiota intestinale. Completeremo poi formazione e aggiornamento con una serie di webinar territoriali e Formazione a Distanza che proporremo tra maggio e giugno”.

Pubblicato in Medicina



Molecule attacks coronavirus in a novel way Active ingredient inhibits infection with so-called pseudoviruses in the test tube, as shown by study at the University of Bonn

Scientists at the University of Bonn and the caesar research center have isolated a molecule that might open new avenues in the fight against SARS coronavirus 2. The active ingredient binds to the spike protein that the virus uses to dock to the cells it infects. This prevents them from entering the respective cell, at least in the case of model viruses. It appears to do this by using a different mechanism than previously known inhibitors. The researchers therefore suspect that it may also help against viral mutations.
The study will be published in the journal "Angewandte Chemie" but is already available online.

The novel active ingredient is a so-called aptamer. These are short chains of DNA, the chemical compound that also makes up chromosomes. DNA chains like to attach themselves to other molecules; one might call them sticky. In chromosomes, DNA is therefore present as two parallel strands whose sticky sides face each other and that coil around each other like two twisted threads.

Aptamers, on the other hand, are single-stranded. This allows them to form bonds with molecules to which conventional DNA would not normally bind and to influence their function. This makes them interesting for research into active ingredients, especially since it is now very easy to produce huge libraries of different aptamers. Some of these libraries contain millions of times more potential active ingredients than there are people living on Earth. "We used such a library to isolate aptamers that can attach to the spike protein of SARS coronavirus 2," explains Prof. Dr. Günter Mayer of the LIMES Institute (the acronym stands for "Life and Medical Sciences") at the University of Bonn.

Pubblicato in Scienceonline



Blue is the favourite colour of more people in the world than any other, and the "blue flower" is considered a symbol of romantic longing. In nature, however, there are only a few plant species whose flowers contain blue colour pigments. An international research team led by Bayreuth ecologist Prof. Dr. Anke Jentsch has investigated the reasons for this. One important factor is the great chemical effort required to produce blue dyes, however differing colour perception of pollinators also plays a role. For bees, all the shades of blue assume a more conspicuous share in the colourfulness of flowers than they do for the human eye. The study was published in "Frontiers in Plant Science".

The interdisciplinary research team has compiled a multitude of findings on the colour blue in the world of flowering plants, and systematically correlated them for the first time. An evaluation of data from the TRY Plant Trait Database, one of the world's largest databases of plant traits, revealed that only seven percent of all flowering plants worldwide are perceived as blue by the human eye. Further, distinguishing between the flowering plants native to Europe according to pollination type is most revealing. Among the plant species that are mainly pollinated by wind or rain, there are virtually none that appear blue to humans. In contrast, the flowers of 7.5 per cent of all flowering plants that are mainly pollinated by insects or birds present themselves as blue to the observer. "This difference suggests that the colour perception of pollinating organisms has significantly influenced the development of flower colour over the course of evolution. It is therefore worth investigating the question of how flowers are perceived by their respective pollinators, and what interactions are triggered by this," says Prof. Dr. Anke Jentsch, Professor of Disturbance Ecology at the University of Bayreuth.

Pubblicato in Scienceonline



Il progetto è stato selezionato tra gli 11 ammessi dal protocollo esecutivo 2021-23 per la cooperazione scientifico-tecnologica bilaterale.

"Analisi di sequenze sismiche per la previsione di forti repliche", presentato dall'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS, è stato inserito nel Protocollo Esecutivo 2021-2023 di cooperazione scientifico-tecnologica bilaterale tra Italia e Giappone. Complessivamente sono 11 i progetti di grande rilevanza in settori all'avanguardia ammessi a partecipare dall'accordo sottoscritto a Tokyo lo scorso 15 gennaio dall'Ambasciatore italiano in Giappone, Giorgio Starace, e da Takeshi Nakane, Ambasciatore per la Cooperazione Scientifica del Ministero degli Affari Esteri nipponico.

Il focus - Il progetto presentato dall'OGS prevede la stretta collaborazione di due enti di ricerca italiani, l'OGS e l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), con l'ente di ricerca giapponese The Institute of Statistical Mathematics (ISM). Unendo le competenze dei ricercatori dei tre enti, che hanno già sviluppato ed applicato ad alcune aree geografiche specifici algoritmi con tali finalità, ci si propone di migliorare la stima della probabilità che dopo un forte terremoto l'energia delle scosse che lo seguono, le cosiddette repliche, decada o, viceversa, si possano verificare altre forti scosse.

Pubblicato in Geologia



The question of what happens in the atmosphere when a supervolcano erupts, has concerned scientists in atmospheric chemistry and meteorology for a while. Now, a research team from UiO, GEOMAR, NCAR, and MPI-M have worked together and come closer to an answer. They present their new findings in the journal Geophysical Research Letters.
The object of their interest happened ∼75,000 years ago in the Guatemalan highlands – the supervolcano eruption Los Chocoyos. Today, the eruption site is an enormous caldera, the Atitlán Caldera (14.6°N, 91.2°W). The caldera, now a lake, lies about 1,563 metres abovesea level, fringed by three cone-shaped volcanoes: Atitlán, Tolimán, and San Pedro.

When the volcano once erupted it had the magnitude of eight, the highest ranking on theVolcanic Explosivity Index (VEI).

The most beautiful lake in the world
The German explorer and naturalist Alexander vonHumbolt (1769 – 1859) called it "the most beautiful lake in the world” (Wikipedia). The beauty of Lake Atitlán is well known, and today it is one of the landscape highlights in Guatemala, and a national and international tourist attraction. It is surrounded by small Mayan villages.

Despite the volcano now being dead, the caldera gives evidence of the power the eruption had in the past, recently described in a study: A history of violence: Magma incubation, timing, and tephra distribution of the Los Chocoyos supereruption (Atitlán Caldera, Guatemala) by Cisneros et al (2021) inJournal of Quaternary Science. The eruption is known as one of the largest volcanic events of the past 100,000 years, and must have been an inferno of magma, explosions and outburst of gasses.

Pubblicato in Scienceonline


Un’analisi della rassegna scientifica pubblicata da NPJ Parkinson’s Disease, parte del gruppo Nature, ha valutato il ruolo della dopamina nella modulazione delle scelte morali di pazienti colpiti da malattia di Parkinson, in particolare sul mentire o dire la verità.
La malattia di Parkinson è un disturbo neurodegenerativo progressivo caratterizzato dalla perdita di neuroni dopaminergici nei gangli della base e nel circuito talamo-corticale, che provocano alterazioni nel controllo motorio. Una mole crescente di evidenze indica inoltre come i gangli della base sottendano anche funzioni di alto livello, come la cognizione, l’emozione e la motivazione.

Un gruppo di ricercatori coordinati da Salvatore Maria Aglioti, e che ha visto il coinvolgimento di Sapienza Università di Roma, Istituto Italiano di Tecnologia, Fondazione Santa Lucia IRCCS, ha pubblicato una rassegna della letteratura volta ad indagare la cognizione morale, e in particolare i processi decisionali di tipo morale, come il mentire o il dire la verità, in pazienti colpiti da malattia di Parkinson.

Pubblicato in Medicina

Gian Paolo Rossi

 


Pubblicato dalla rivista «European Journal of Preventive Cardiology» lo studio del team internazionale di ricerca coordinato dal Professor Gian Paolo Rossi del Dipartimento di Medicina dell’Università di Padova su 1625 pazienti monitorati in 19 centri di eccellenza per la cura dell’ipertensione arteriosa dislocati in quattro continenti
Emergenze ipertensive per emorragie cerebrali, infarti ed edemi polmonari sono riapparsi in tutta la loro gravità: la pandemia COVID e la conseguente riduzione delle visite specialistiche hanno infatti accentuato un problema noto da molti anni. Una quota assai rilevante, variabile tra il 20 e il 40% a seconda dei paesi, dei pazienti affetti da ipertensione arteriosa non raggiunge il target pressorio, ovvero valori di pressione minori di 130/80 mmHg, nonostante l’assunzione di più farmùaci anti-ipertensivi. Questi pazienti sono ad altissimo rischio di eventi cardio e cerebrovascolari imminenti, non solo per i valori pressori incontrollati, ma anche perché hanno già sviluppato un danno agli organi “bersaglio”, quali rene, cuore, arterie e cervello.

Pubblicato in Medicina


Lo studio promosso da Sapienza e dall’AOU Policlinico Umberto I riporta scarsa o nulla rilevanza clinica degli eventi avversi dopo la somministrazione a un mese dalla seconda dose di vaccino Pfizer-Biontech
Sono disponibili i dati dei primi mille operatori sanitari che hanno aderito al monitoraggio, promosso per analizzare il tipo di risposta alla somministrazione vaccinale in relazione ad altre variabili importanti come l'età e il sesso. A un mese dalla seconda dose di vaccino Pfizer-Biontech, il dato che emerge chiaramente è che gli eventi avversi dopo vaccinazione sono di scarsa o nulla rilevanza clinica.

“Il monitoraggio clinico post vaccinazione rappresenta una fase importante della ricerca medica e i risultati dell’indagine che stiamo conducendo sono estremamente incoraggianti - sottolinea la rettrice Antonella Polimeni - Sapienza ancora una volta mette in campo le sue risorse nella lotta alla pandemia a servizio della società civile, anche grazie alla disponibilità del personale sanitario che ha colto l’importanza dello studio sulle risposte vaccinali”.

Pubblicato in Medicina


Uno studio condotto dal Cnr-Ibiom di Bari insieme all’Università di Bari e all’Università Statale di Milano, con il supporto della piattaforma bioinformatica Elixir Italia, ha sviluppato una nuova e semplice metodologia per la classificazione delle varianti del virus. Lo studio condotto sulle sequenze di oltre 180.000 genomi virali isolati da diversi centri in tutto il mondo ha permesso di caratterizzare le dinamiche evolutive di SARS-CoV-2. Lo studio è pubblicato su Molecular Biology and Evolution.


Un team dell’Istituto di biomembrane, bioenergetica e biotecnologie molecolari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibiom) di Bari, dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e dell’Università Statale di Milano, con il supporto della piattaforma bioinformatica messa a disposizione dal nodo italiano dell’infrastruttura di ricerca europea Elixir per le scienze della vita, ha effettuato uno studio comparativo su oltre 180.000 genomi di SARS-CoV-2 sequenziati in tutto il mondo. I ricercatori, basandosi sulle caratteristiche dei genomi, propongono un metodo per la tipizzazione di quelli genomi virali innovativo ed efficace, sia per monitorare l'attuale distribuzione spazio-temporale del virus che per la predizione della sua diffusione. I dati sono stati pubblicati su Molecular Biology and Evolution.

Pubblicato in Medicina

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