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Giugno 2020
Mercoledì, 10 Giugno 2020 12:13

Self-healing bone cement

Prof. Dr Frank A. Müller, Chair of Colloids, Surfaces and Interfaces at Otto-Schott-Institut of Materials Research (OSIM) at the Friedrich Schiller University Jena. Photo: Anne Günther



Material scientists at the University of Jena have developed a bone replacement based on calcium phosphate cement and reinforced with carbon fibers. The fibers increase damage tolerance and ensure that cracks in the material repair themselves.

Our body is able to treat many injuries and wounds all by itself. Self-healing powers repair skin abrasions and enable bones to grow back together. However, doctors often have to lend a helping hand to repair bones after a fracture or due to a defect. Increasingly, bone replacement materials are being used, which partially or completely restore the form and function of the bone at the site of the damage. To ensure that such implants do not have to be replaced or repaired through extensive surgery in the event of damage, they should themselves possess self-healing capabilities. Material scientists at Friedrich Schiller University Jena have now developed a bone replacement material that minimises the extent of damage to it and at the same time repairs itself. They report on their research in the prominent research magazine “Scientific Reports”.

Pubblicato in Scienceonline


Un nuovo studio condotto dalla “Missione Archeologica nel Sahara” della Sapienza, in collaborazione con il Department of Antiquities di Tripoli e le università Milano e Modena-Reggio Emilia, ha permesso di scoprire l’esistenza di tecniche di coltivazione realizzate dai Tuareg nelle aree montane del deserto del Sahara. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Antiquity
Il clima arido del Sahara impedisce oggi ogni forma di agricoltura permanente, ma le ricerche condotte dalla “Missione Archeologica nel Sahara” diretta da Savino di Lernia del Dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza, in collaborazione con il “Department of Antiquities” di Tripoli e le università di Milano e Modena-Reggio, raccontano una storia diversa.

Pubblicato in Ambiente


Garantire la sicurezza delle persone e delle infrastrutture grazie a modelli di previsione del rischio più affidabili. Così i risultati di uno studio dell’Università di Milano-Bicocca contribuiranno a prevenire le catastrofi legate alle grandi frane in roccia, come quelle delle aree prealpine e alpine della Lombardia.

Combinando esperimenti di laboratorio su materiali naturali, campionati dalla zona di taglio di una grande frana lombarda (frana di Spriana, Sondrio) e osservazioni in situ, i ricercatori dell’Ateneo milanese, in collaborazione con Sapienza Università di Roma, hanno studiato i meccanismi che regolano la transizione dell’attività delle frane da “lente a veloci”, fornendo indicazioni che consentiranno di migliorare l’affidabilità dei modelli previsionali.

Pubblicato in Geologia

 

Two exceptional strains of tuberculosis, isolated from East African patients with multi-resistant forms of the disease, have been discovered thanks to the use of a new molecular test, Deeplex-MycTB[1]. These strains belong to a so far unknown bacterial lineage, apparently limited to the African Great Lakes region. Genome analyses show that this lineage originated from an ancestral phylum which predates the branching point shared by all other lineages of common tuberculosis strains known to date.

Pubblicato in Scienceonline


Un nuovo studio italiano, coordinato dal Dipartimento di Fisiologia e farmacologia Vittorio Erspamer della Sapienza rivela l'esistenza di un'area cerebrale che permette alle persone dotate di ipermemoria autobiografica di "datare" i ricordi. I risultati del lavoro sono stati pubblicati sulla rivista Cortex
Un nuovo studio interamente italiano e pubblicato sulla rivista Cortex ha rilevato cosa rende il cervello degli individui “ipermemori” capace di ricordare anche i più piccoli dettagli di ogni giorno della loro vita. Grazie all’analisi di questi individui sono state identificate le aree del cervello specificamente deputate a dare una dimensione temporale ai ricordi, organizzando quelle informazioni che nelle persone comuni restano memorie indistinte e sfocate.

Pubblicato in Medicina

 

Greenpeace pubblica oggi una  nuova indagine, “Fondi pubblici in pasto ai maiali”, che evidenzia come quasi la metà dei fondi europei destinati alla Regione Lombardia per la zootecnia – ben 120 milioni di euro – siano destinati agli allevamenti intensivi nei comuni con carichi di azoto che eccedono i limiti di legge. Secondo una relazione tecnica della Regione Lombardia, 168 comuni (uno su dieci) sono a rischio ambientale per eccessivi carichi di azoto, principalmente imputabili alle attività di zootecnia intensiva; eppure proprio in quegli stessi comuni gli allevamenti intensivi continuano a ricevere importanti finanziamenti pubblici tramite la PAC (Politica Agricola Comune), mentre le piccole aziende che producono in modo ecologico scompaiono in silenzio.

In Lombardia vengono allevati circa la metà dei suini e un quarto dei bovini del nostro Paese: un carico di liquami da smaltire eccessivo per i territori che ospitano queste attività e che non sembra andare verso una diminuzione, dato che la Regione ha fatto richiesta di deroga per innalzare la soglia massima di chili di azoto per ettaro autorizzata. Un atto che sicuramente tende a soddisfare le esigenze dei grandi allevamenti, ma che mette ulteriormente a rischio la salute delle comunità.

Pubblicato in Ambiente


Sapienza si conferma al primo posto in Italia nella classifica internazionale del Centre for World University Rankings (Cwur) resa pubblica l’8 giugno 2020. Rispetto allo scorso anno l’Ateneo ha guadagnato 24 posizioni e si colloca ora in 114ª posizione nel ranking a livello internazionale, compresa tra le Top 0,6% delle circa 20mila università censite

“Sono molto soddisfatto di questo risultato anche perché ha avuto tra i suoi punti di forza la valutazione della ricerca svolta nella nostra università” - commenta il Rettore Eugenio Gaudio - mai come in questo periodo si è diffusa la consapevolezza di quanto sia strategico a livello Paese rafforzare la ricerca nelle sue varie articolazioni e metterla a servizio dei cittadini”.

Pubblicato in Etica

 

Uno studio coordinato dall’Istituto di scienze marine del Cnr ha dimostrato - in una ricerca pubblicata su Science Advances - che le fibre tessili sono estremamente diffuse in mare ma solo l’8% sono effettivamente sintetiche: per lo più sono composte da polimeri naturali, come lana e cotone, i cui tempi di biodegradazione non sono però ancora noti. L’abbondanza e la diffusione è dovuta all’aumento di produzione tessile e agli scarichi dei lavaggi e le concentrazioni più alte sono state rilevate in Mediterraneo e in Antartide,

Un'analisi condotta dall’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismar), in collaborazione con un team di ricercatori sudafricani e australiani, indica che la grande maggioranza delle fibre tessili che galleggiano in oceano sono naturali. Lo studio, pubblicato su Science Advances, ha analizzato 916 campioni di acqua di mare durante 5 spedizioni internazionali condotte in 617 località.
“Abbiamo raccolto 23.593 fibre in sei bacini oceanici differenti e ne abbiamo analizzate circa duemila tramite un microscopio ad infrarossi (µFTIR) per identificarne la composizione polimerica, scoprendo che il 79,5% era a base di cellulosa (principalmente cotone), il 12,3% era a base animale (principalmente lana) e solo l'8,2% era sintetico (principalmente poliestere)”, racconta Giuseppe Suaria, ricercatore del Cnr-Ismar e coordinatore dello studio insieme al Prof. Peter Ryan dell’Università di Cape Town.

Pubblicato in Ambiente


Un nuovo studio della Sapienza e del Policlinico Umberto I di Roma fornisce per la prima volta una interpretazione del rischio trombotico nei pazienti Covid-19, aprendo la strada a una identificazione precoce dei soggetti ad alto rischio e a nuove prospettive terapeutiche
Eruzioni cutanee, gambe gonfie, cateteri ostruiti e morte improvvisa. La “tempesta” di coaguli di sangue è una complicazione letale in una buona percentuale di coloro che si ammalano gravemente di COVID-19.

Alcuni studi stanno iniziando a chiarire i meccanismi alla base di questa correlazione, ma fino a oggi la strategia terapeutica giusta per una guarigione era ancora lontana.

Pubblicato in Medicina
Lunedì, 08 Giugno 2020 10:34

Corona pandemic poses new challenges


Steep decline in working hours of parents expected due to lack of childcare


Schools and daycare facilities have been closed for weeks and the economy is slowly being revived. This creates a dilemma: the revival goes hand in hand with more presence at the workplace, which working parents cannot afford. Moritz Kuhn, Professor of Macroeconomics at the University of Bonn and member of the Cluster of Excellence ECONtribute: Markets & Public Policy, is investigating the impact of a lack of childcare on the available working hours of working parents together with his colleagues Prof. Nicola Fuchs-Schündeln (Goethe University Frankfurt) and Prof. Michèle Tertilt (University of Mannheim). Result: The proportion of parents affected by closed schools and daycare facilities is twice as high as the total number of unemployed people in Germany.


Even if everything is slowly starting up again: Daycare facilities and schools are still far removed from normality. According to current plans, there will be no regular classes in most federal states before the summer break. Expressed in figures: One in four workers in Germany is without childcare for their children under 14 years of age. This corresponds to the approximately ten million employees in Germany's manufacturing and construction industries. The research team uses 2018 data from the EU Labour Force Survey (LFS) for its estimates.

Pubblicato in Scienceonline

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